Dominik Paris ©Pentaphoto

Dominik Paris ha centrato il suo primo titolo iridato nel pazzo superG di Åre, la stessa località che nel 2007 regalò il titolo a Patrick Staudacher. Dodici anni dopo, scrive sui social Staudi. In mezzo però, c’è un altro capolavoro firmato Christof Innerhofer, oggi beffato (quarto) e in polemica contro l’organizzazione, oro a Garmisch nel 2011.

Domme ha sciato una gara a tutto rock, «una guerra». Perché la gara odierna è stata difficile per le scarse condizioni di luce, per i dossi e le linee da non sbagliare. «Si vedeva zero, ma sono riuscito ad arrivare comunque – spiega -. Oggi hanno fatto fatica tutti. Non è stato per niente facile, soprattutto senza luce, ma sono riuscito a trovare forse quel giusto feeling per centrare il tempo necessario». Non ha fatto calcoli il carabiniere, ha rischiato il tutto e per tutto. E ha pure rischiato di finire fuori e, con il senno di poi, gettare via una medaglia. È stato freddo, ha mostrato al mondo il suo talento, anche se non ce n’era bisogno dopo i successi di Bormio e Kitbuehel. «Nella parte centrale ho sciato abbastanza bene e sentito che ero veloce. Ma era difficilissimo con la visibilità così. Ho visto la gara di Feuz, poi mi è parso di capire che Tumler fosse uscito, sentivo qualcosa per radio. Non mi aspettavo che bastasse questa manche per vincere. Non capivo se stessi andando bene o no, ho solo provato a mollare gli sci e alla fine è andata bene».

Oggi però ha fatto qualcosa di più Domme. Ha centrato la gara secca, ha vinto la medaglia d’oro iridata, è andato a segno nell’appuntamento più importante dell’anno, cosa che all’Italia maschile mancava da tempo. «Il sogno delle medaglie c’è sempre, ma c’ero riuscito solo a Schladming con l’argento. Questo oro vale tanto, abbiamo cominciato bene, speriamo di continuare così. Adesso c’è da festeggiare, poi devo ritrovare la concentrazione per sabato, perché c’è un’altra gara molto importante (la discesa, ndr). Sono molto soddisfatto di questa giornata, non mi aspettavo di vincere, sicuramente è un grande sogno che è diventato realtà».