ÅRE LIVE – Brignone: «Attaccare con la giusta mentalità. Se te la fai sotto, non serve a nulla»

Pubblicato il:

Federica Brignone è rimasta ad Åre. Non ha preso l’elicottero come Mikaela Shiffrin e Petra Vlhova per andare lontano dalle piste iridate e allenarsi a Trysil (Norvegia). «Io avrei dovuto viaggiare in pulmino, forse in volo ci sarei andata». La valdostana però non si scompone più tanto e alla vigilia del gigante iridato si sente comunque pronta a lottare e competere per una medaglia. «Ho fatto tre giorni di gigante, due su una pendenza maggiore, uno sul facile – aggiunge -. Abbiamo anche provato a sciare negli stessi orari delle due gare, sfruttando le luci. No so quante atlete sono riusciti a farlo». Federica Brignone non è più quella «ragazzina spensierata e senza aspettative» di Garmisch 2011, oggi si definisce «una professionista anche negli allenamenti. Certo che fa effetto pensare alla prima medaglia di otto anni fa». Prima manche alle 14,15, seconda alle 17,45: Brignone va a caccia di gloria nella sua gara perché «il superG e la combinata erano un qualcosa in più». Ad Åre ha piovuto e tirato un vento pazzesco, roba da sradicare anche qualche struttura. «Pioggia in gara? Se così sarà, saleranno e la pista terrà – dice -. Preferisco più il paciocco che la neve ghiacciata aggressiva dei meno venti gradi. Certo che oggi la neve era proprio brutta, molto peggio di quella di fine stagione… La classica neve per farsi male». 

Il mondiale di Åre in fondo è piaciuto a Federica Brignone. «Non si è sentito tanto, mi è sembrato di essere alle Finali, è stato uno dei miei più belli perché alla fine siamo riusciti a fare quello che volevamo: esci all’ora che vuoi, vai in skiroom dal tuo skiman, stai in appartamento. Questa volta avevamo anche il cuoco e abbiamo mangiato bene». E allora cosa c’è stato di negativo? «La meteo, non sono state gare uguali per tutti, spero nel gigante. Correremo con la luce artificiale e a me piace molto, vedi bene il terreno: sceglierò una lente bianca probabilmente». C’è però una zona buia sull’ultimo dosso. «Ho chiesto a Gian (Gianluca Rulfi, ndr) si segnalarlo in riunione di giuria, spero rimedino in qualche modo. Da lì dobbiamo passare, non ci sono alternative». 

Poi ritorna agli allenamenti degli ultimi giorni. E aggiunge: «Va bene anche un gigantino da 20”, qui conta quanto riesci a rimanere tranquilla e alle sensazioni: è solo una questione mentale. Dipende tutto da come affronti la gara e da come ti presenti al cancelletto di partenza. Se te la fai sotto, non serve a nulla: bisogna attaccare».

Dell’ultima ‘stecca’ presa a Garmisch ne parla in modo trasversale, ormai è un problema superato. Ora Brignone ha in testa solo la sua gara, il suo gigante. Via con il pettorale 7, sperando in una gara spettacolare e regolare.

Ultime notizie

Gli azzurri di Coppa Europa prossimi a volare in Argentina

Destinazione Ushuaia. Ultime ore in Italia anche per le due formazioni maschili di Coppa...

Tra golf e padel: l’agosto del Drusciè, nel ricordo di Puicher Soravia

Non solo sci per il Druscié Cortina, che anche quest’estate ha rinnovato il tradizionale...

Brignone operata. Panzeri: «Rimossi solo i mezzi di sintesi»

Federica Brignone è stata operata questo pomeriggio alla clinica "La Madonnina" di Milano, dov'era...

Brignone in sala operatoria: via la placca, valutazioni sul menisco

Federica Brignone non partirà per l'Argentina: la sua gamba continua a migliorare, ma placca...

Altro dal mondo neve

Isabella Mancini prende il comando del Nucleo Atleti delle Fiamme Gialle

Isabella Mancini è la prima donna a ricoprire la carica di Comandante del V...

A ottobre torna il Festival dello Sport di Trento

Dall'1 al 4 ottobre 2026 torna il Festival dello Sport di Trento, l'evento organizzato...

Maurizio Dunnhofer unico candidato in Friuli: sabato le elezioni

Sono state ufficializzate le candidature per le cariche elettive del Comitato regionale FISI Friuli...