Marta Bassino ©Pentaphoto

Dopo Federica Brignone, si racconta anche Marta Bassino che oggi gareggerà per qualcosa di grande nel gigante femminile. Per l’Italia torneranno in pista anche Francesca Marsaglia e Sofia Goggia. Prima manche alle 14,15, seconda alle 17,45 con diretta su Raisport ed Eurosport.

Marta, come ti senti con la medaglia al collo?
«Non la sento mia, è una medaglia italiana, della squadra e della Federazione. Io in fondo non ho fatto nulla, ero  pronta per andarmi ad allenare in gigante».

Quindi regalata?
«Una medaglia ha il suo peso, ma ero quasi imbarazzata: ero lì con Tonetti e alla fine tutto è successo in un attimo: loro sono stati i protagonisti».

Come hai visto questi ragazzi?
«Belli, belli competitivi e aggressivi, si vedeva che volevano prendersi la medaglia, ci hanno creduto fino in fondo e ci sono riusciti. Sono forti ed è bello che ci siano dei giovani così».

Chi conosci di più?
«Lara (Della Mea, ndr) perché è già venuta con noi. È una bella testolina che arriverà in alto. È determinata, io mi rivedo in lei: arriva da piccola e tira fuori grinta e manche giusta, boom».

Ora non sei più così?
«Sì ma è tutto cambiato. I miei primi Mondiali sono stati molto diversi da quelli di adesso. Ora ho una consapevolezza che prima non avevo. Ora so quello che valgo».

Quanti vali?
«Io lo so quanto valgo».

Outsider oggi?
«No, io so che valgo il podio».

Soddisfatta di questa stagione?
«All’inizio no perché ho fatto fatica: sono contenta di come mi sono ripresa. Per farlo ho dovuto fare un passo indietro e ritrovare fiducia che ho perso con l’uscita nel gigante di Soelden. Sono ripartita con sci più facili, pendii più semplici: tutto è partito dalla mia testa. Ho patito il periodo delle gare di Courchevel e Semmering, poi ho ricercato scioltezza».

Nella tua evoluzione ti aspettavi un momento così?
«Diciamo che sono contenta che siano successe queste cose, dagli aspetti negativi ho imparato tanto, altrimenti non potrei crescere. Anche l’anno scorso ho avuto un periodo difficile: ho fatto un passo avanti anche lì».

Hai lavorato sotto l’aspetto mentale?
«Ho incontro Giuseppe Vercelli in caserma che si è reso disponibile. Ci siamo parlati un po’, sai lui vede le cose anche se non te ne accorgi».

Hai un riferimento in gara?
«Non troppo, mi baso molto su di me. Mi piace però la partenza di Tessa Worley, a volte guardo qualcuno partire per prendere alcuni riferimento».

Ti piace questo mondiale?
«È un evento particolare, c’è poca gente e non si sente molto l’atmosfera. Le gare in cui mi sono emozionata di più sono state quelle in cui c’era tanto tifo. Mi piace arrivare in fondo e vedere le tribune piene di pubblico in festa».

Su quelle tribune, oggi, ci sarà anche la sua famiglia.

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