Anna Fenninger: 'Ho vissuto la mia fase selvaggia'

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Intervista originale e simpatica: l'austriaca si racconta senza censure

In questo momento, è la miglior sciatrice del pianeta. Anna Fenninger, da Salisburgo, classe 1989, ha vinto l’ultima Coppa del Mondo di sci alpino, nonché l’oro olimpico in superG e l’argento in gigante a Sochi 2014. Vanta 8 successi (7 in gigante, 1 in superG) e 28 podi complessivi nel Circo Bianco. In questa bella e originale intervista rilasciata a www.profil.at, l’austriaca racconta tante cose di lei che forse non si conoscevano. Eccone alcuni spezzoni… 

Anna Fenninger, per chi ha tifato durante la Coppa del Mondo di calcio? 
«Germania». 

Fin dalla prima partita? 
«Sì, fin dall’inizio. Ho seguito gli ultimi grandi eventi calcistici, la Germania è sempre stata molto forte, ma senza vincere. Ora hanno ottenuto quello che già meritavano». 

Un’austriaca che tifa Germania. Fino a qualche tempo fa poteva essere persino pericoloso…
«Anche oggi, l’ho imparato sulla mia pelle». 

In che modo? 
«Diciamo che in Austria non è stato preso molto bene uno dei miei post su Facebook». 

E per chi tifa nel torneo austriaco di calcio? 
«Red Bull Salisburgo. Io vengo da lì». 

Le capita di sentirsi talmente ‘dentro’ la sua attività sportiva da pensare di aver perso un po’ della sua giovinezza? Ci si dimentica di tante cose che sono normali per altri giovani… 
«Sicuramente. Ma posso anche provare emozioni che poi non potrei più provare» 

Anna Fenninger in discoteca a ballare, magari a Salisburgo, fino alle due di notte. Non suona poi così male, o no? 
“Certo, sarebbe bello! Ma poi bisogna fare i conti con le conseguenze. Al momento sono così stanca fisicamente che non riuscirei certo a tirare fino alle due di notte. Alle dieci di sera mi addormento, stanca morta». 

Si è mai ‘lasciata andare’, in questo senso? 

«Sì, negli anni delle superiori, quando ho cominciato a uscire. Ho avuto anche io il mio ‘periodo selvaggio’, ma certamente è stato di gran lunga minore, come tempo, rispetto a chi magari non è atleta». 

Lo spettatore medio magari vuole fortemente che l’atleta faccia una vita d’asceta, mentre lui si siede con birra e patatine davanti alla TV. Non è un po’… ingiusto? 
«E poi vuole anche dirti quando, dove e perché hai sbagliato. Ho spesso la sensazione che ci si aspetta tanto, forse troppo, da noi, e che siamo poi giudicati ingiustamente, in alcune situazioni. Ma è anche vero che lo sport vive di gente entusiasta e piena di aspettative, che si rallegra con l’atleta se le cose vanno bene».

Si parla sempre di “squadra austriaca”. Ma è giusto, nello sci? Ognuno lavora per se… 
«Verissimo, ma senza la squadra il resto non sarebbe possibile, almeno per me. Sarebbe un incubo se dovessi viaggiare da sola tutto l’anno. Non sarebbe così divertente quanto lo è allenarsi in gruppo e spingersi a superarsi a vicenda. Certo, a volte capitano dei momenti difficili, che si superano. Tutte queste situazioni, positive e negative, rendono questa vita molto interessante. Credetemi, senza la squadra non sarei dove sono ora».

La fermano spesso, per strada? 
«In questo momento, sì. Non è sempre facile soddisfare i desideri di tutti». 

E cosa vogliono da lei?
 
«Un autografo, scattare una foto. E mi rendono anche felice, certo. Ma ci sono situazioni in cui la foto la vogliono in centinaia. E come faccio? Allo stesso tempo, non voglio nemmeno deludere nessuno. Se dovessi soddisfare i desideri di tutti non riuscirei più ad allenarmi! Ma certo essere riconosciuti ha anche i suoi lati positivi». 

Si è mai trovata a disagio con chi l’approcciava? 
«Raramente. Magari se io sono al ristorante, una sera, e si avvicinano persone ubriache, beh allora sì posso sentirmi a disagio».

Come sono i suoi guadagni, attualmente? 

«Dipende tutto dal successo sportivo. Quindi al momento non mi posso lamentare». 

I premi in denaro alle gare sono relativamente bassi… 

«Rispetto a golf o tennis, sì, per esempio, non se paragonati a snowboard o ginnastica artistica» 

Quanto si può guadagnare in una singola gara? 
«Dipende. A Kitzbühel anche fino a 70.000 euro per una vittoria, al maschile. Il premio più alto per le donne mi sembra sia 60.000 euro, slalom di Zagabria. In media, la vittoria è pagata attorno a 30.000 euro» 

La gara è finita, non lontana da Salisburgo. Com’è la vita di Anna Fenninger quando si spengono le telecamere e si deve tornare a casa? 
«Spesso si torna a casa di domenica, devo cucinare qualcosa da sola e… se sono stata lontana per per due settimane, il frigo è vuoto e non c’è niente da mangiare. Dramma. Perché un atleta è sempre affamato. Allora si va a Salisburgo a comprare qualcosa. Sempre che si trovi aperto…» 

Quali sono i suoi progetti per il dopo-carriera? 
«Non lo so ancora, perché trovo ancora troppo divertente sciare. Ho fatto un apprendistato come impiegata in un albergo… Ma lo sport ora è la priorità e potrebbe anche esserlo dopo la fine della carriera».

 
 
 

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