Anche i discesisti azzurri sono tornati a casa

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Un bilancio con il tecnico Gianluca Rulfi

Anche la squadra dei discesisti è rientrata in Italia, oltre un mese in Argentina per il gruppo di Gianluca Rulfi. E con il tecnico piemontese facciamo il punto della situazione.
Innanzitutto com’è andata in Sudamerica?
«Quest’anno abbiamo cambiato programma rispetto alla stagione scorsa: prima siamo stati ad Ushuaia e poi siamo andati a Las Lenas. Di sicuro avevamo molti ‘chilometri’ in più quando ci siamo allenati in discesa, ma abbiamo lavorato molto di più sulla tecnica nella prima parte del ritiro ad Ushuaia».
Le condizioni?
«Ad Ushuaia direi bene, ci siamo allenati sul duro, anche se non siamo riusciti a fare superG. A Las Lenas abbiamo perso qualche giorno proprio all’inizio: è nevicato molto, quasi un metro di neve. E con il clima andino, dove praticamente non c’è umidità, la neve non si trasforma. E non c’è la possibilità di barrare».
Ma come stanno gli azzurri?
«Di Peter Fill purtroppo sapete tutto. Anche Staudacher ha preso un bel colpo che gli ha fatto perdere qualche giorno a Las Lenas».
Quest’anno ci sono state novità nella preparazione, con nuove macchine, dallo skill allo yo-yo, prime indicazioni?
«In questo momento sullo sci non c’è un riscontro diretto. Sono macchine che aiutano perché danno maggiore stabilizzazione e ottimizzano gli sforzi. Credo che i vantaggi li avremo durante la stagione».
Il lavoro con Carca?
«Ottima intesa. Max si occupa del programma del lavoro dei polivalenti e c’è massima collaborazione. A Las Lenas, per esempio, c’era anche Manfred Moelgg che doveva fare slalom, dopo qualche giorno di velocità. Abbiamo allestito due tracciati senza nessun problema».
A Las Lenas c’erano anche i ragazzi di Coppa Europa, come li ha visti?
«Matteo Marsaglia è rientrato bene dall’infortunio: si sta avvicinando ai livelli dell’anno scorso. Hagen Patscheider ha avuto qualche problema alla schiena: si è riacutizzato, facendogli perdere qualche giorno di allenamento. Deve riuscire a gestire bene questa situazione, un po’ come ha fatto Innerhofer qualche anno fa, per riuscire a dare continuità alla prestazione. Infine Paris: fa ottime cose, ma qualche volta ancora si perde, pagando un po’ l’inesperienza».
Prossime tappe?
«Il rientro sarà soft, anche perché siamo stati lontani 35 giorni, sciando ben 26. Dalla settimana prossima saremo allo Stelvio per gigante e slalom, poi, se condizioni del ghiacciaio ci permetteranno di fare velocità, andremo a Tignes. Di sicuro Werner Heel seguirà il gruppo dei gigantisti, con Matteo Guadagnini al Tonale, perché dovrebbe essere in gara a Sölden: con gli oltre 500 punti partirebbe con un pettorale basso, e poi in quest’estate è cresciuto molto in gigante ed anche in slalom».
 

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