Alta Badia: ecco gli highlights

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Ted Ligety è di un altro pianeta. La vittoria odierna in Alta Badia è qualcosa di strepitoso, memorabile. Un impresa che entra prepotentemente nella storia dello sci. Distacco abissale, supremazia imbarazzante. La prima manche lascia tutti senza parole. Gli avversari sono quasi increduli, rassegnati. Il distacco di 2”40 in una sola prova inflitto a Marcel Hirscher, secondo in classifica, è qualcosa che non si ricorda nello sci.

LIGETY COME TOMBA E…BERGAMELLI – Occorre tornare ai tempi di Alberto Tomba per poter fare degni paragoni, oppure ricordare l’impresa di Sergio Bergamelli nel 1992 a Kranjska Gora, quando fu capace di vincere la gara con 2”22 di vantaggio su Hans Pieren e 2”76 sullo stesso Tomba.
Quale può essere la chiave di lettura della gara di oggi? Sicuramente appare chiaro che Ligety si è adattato alla perfezione ai nuovi materiali, ma viene anche naturale chiedersi quali caratteristiche abbiano i suoi sci. Sembra impossibile che lo statunitense riesca a condurre, a inclinarsi e a reagire agli errori praticamente come lo scorso anno, mentre avversari come Hirscher e Pinturault, dominatori a Val d’Isere, hanno evidentemente modificato alcuni atteggiamenti tecnici.

I NUOVI SCI NON FAVORISCONO LO SPETTACOLO – Una cosa è certa: oggi più che mai possiamo dire che le nuove geometrie non favoriscono lo spettacolo. Ligety a parte, la Gran Risa ha messo a dura prova gli atleti, spesso in difficoltà nel trovare i tempismi e gli appoggi per creare velocità e conduzione. La gara per il secondo posto va analizzata in maniera totalmente diversa da quella del vincitore. Si è detto che i nuovi sci da gigante non sono poi così male su terreno duro. Oggi si è sciato sul “marmo” e non possiamo confermare questa teoria. E’ preoccupante pensare all’anno prossimo, quando anche nei circuiti FIS minori ci sarà l’obbligo di utilizzo di questi materiali. Non sarà un bello spettacolo, non sarà divertente per gli atleti, non sarà positivo per le vendite delle aziende che lottano con la crisi. Rimane solo la speranza di un passo indietro da parte della FIS, al momento improbabile, purtroppo.

 

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