Un nuovo inizio per Alessandro Pizio: allenamenti e risultati coi Carabinieri e Livio Magoni

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Dopo lo slalom sulla “Aloch” di Pozza di Fassa, che ha concluso l’anno solare 2025 della Coppa Europa maschile, abbiamo parlato con Alessandro Pizio. Specialista delle prove tecniche, il classe 2001 dei Carabinieri arriva da sei anni in squadra nazionale, e proprio dalla stagione 2025-2026 è fuori squadra.

Cresciuto nello Sci Club Radici Group, Pizio è reduce dai suoi migliori risultati in carriera in Coppa Europa: due undicesimi posti negli slalom di Levi e Pozza di Fassa. L’atleta bergamasco ha parlato con Race di questo suo inizio di stagione, di nuove metodologie d’allenamento e tanto altro.

Al termine dello slalom sulla “Aloch”, innanzitutto, Pizio è soddisfatto. «È stata una bella gara, ultimamente è un bel periodo. Sono in forma, devo solo riuscire a fare due manche senza errori. Devo scalare un po’ l’ordine di partenza, per riuscire a partire davanti e iniziare a giocarmela sul serio». È arrivato, come detto, 11°, pur partendo col pettorale 27.

Tante cose sono cambiate per Pizio, che ora è seguito anche dall’ex coach di Petra Vlhova e Katharina Liensberger Livio Magoni. «Il programma è condiviso coi Carabinieri. Ho sempre pensato di aver bisogno di un programma un po’ più personalizzato, volevo qualcuno che potesse seguirmi da vicino. I risultati del lavoro fatto si stanno vedendo, col nuovo anno speriamo di fare meglio anche in gigante. L’ho lasciato un po’ indietro per concentrarmi sullo slalom, mi manca un po’ il ritmo».

Alessandro Pizio cerca la concentrazione pre gara
Alessandro Pizio cerca la concentrazione pre gara

Anche «come materiali è cambiato tutto» continua Pizio. Adesso si deve fare «gli sci da solo. Il mio preparatore a casa è sempre lo stesso, Luca Rosi, che è ancora preparatore atletico della squadra A. Ora è tutto un po’ più fai-da-te, ma l’importante è che il lavoro sia stato fatto bene».

Conclude Pizio: «La preparazione estiva è stata un grande cambiamento. L’ho fatta parecchio con Livio, e quando mi ha presentato il suo programma ero un po’ scettico. Erano circa due settimane in capannone in Lituania e poi un mese e mezzo tra ottobre e novembre a Levi. Però ho deciso di affidarmi, è stato un programma che mi ha fatto arrivare in forma a Levi alla prima gara».

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