Decolla la Coppa: Braathen sfida Odermatt. L’Italjet sogna, dalle tecniche atteso un segnale

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Quarantatré gare in 21 località, con una suddivisione piuttosto equa: 10 prove di discesa, superG e gigante, tre in più di slalom. La Coppa del Mondo maschile riparte domenica 25 ottobre con il tradizionale opening di Sölden, 24 ore dopo la prova femminile. 

Le preoccupazione di un Rettenbach privo di neve sono svanite in fretta. In una manciata di giorni la situazione è cambiata e sul ghiacciaio austriaco tutto è stato ancora una volta perfetto, tra neve accantonata lo scorso anno, una spolverata di neve dal cielo, cannoni a bassa pressione in funzione per produrre quello che mancava.

La stagione 2026/2027 è al cancelletto di partenza e può partire. È l’inverno dopo i Giochi Olimpici di Milano Cortina e le novità come al solito non mancano tra i numerosi ritiri e i diversi cambi di materiale, soprattutto del pacchetto sci-piastra-attacco. Hanno scelto nuove aziende Filip Zubcic, Henrik Kristoffersen, Zan Kranjec, Ramon Zenhaeusern, Albert Popov, Justin Murisier, giusto per citarne alcuni.

Per quanto riguarda i ritiri, non ci sarà più il campione francese Alexis Pinturault (vincitore della Coppa 2021) che nelle ultime stagioni ha davvero faticato a tornare dopo gli infortuni. Non ci sarà più neppure il greco AJ Ginnis, fermato dai problemi alle ginocchia e in grande spolvero nell’inverno 2022/2023, coronato con l’argento nello slalom iridato di Courchevel. 

La lista è però piuttosto lunga e composta anche da Adrien Theaux, Otmar Striedinger, Dave Ryding – 7 podi in Coppa, tra cui un successo – Niels Hintermann, Andreas Sander, Marc Rochat, Livio Simonet, Sebastian Holzmann, Henrik Von Appen e tanti altri. In casa Italia, nelle discipline tecniche, non rivedremo più neanche gli ex azzurri Hannes Zingerle e Simon Maurberger. 

Hans Grahl-Madsen ©Agence Zoom
Hans Grahl-Madsen ©Agence Zoom

Atleti che vanno e che vengono; sciatori che escono dal Circus e giovani che si affacciano al palcoscenico più importante e sognano in grande. Lo svizzero Lenz Haechler e il norvegese Hans Grahl-Madsen (entrato nella scuderia Van Deer), primo e secondo del circuito continentale, hanno senza dubbio le carte in regola per fare il grande salto. D’altronde lo hanno già anche dimostrato in Coppa del Mondo, in più di un’occasione.

Odermatt e poi?

Guardando in vetta, la domanda da porsi è una: chi può attaccare la leadership di Marco Odermatt? L’elvetico non ha avuto una stagione estiva semplice, o meglio, è stata meno lineare del solito. Nel pieno della preparazione ha dovuto fermarsi per una lieve lesione muscolare che lo ha costretto a tardare la partenza per il Cile. 

L’allarme iniziale è presto rientrato, l’elvetico ha perso non molto. E alla vigilia della stagione non sembra essere così preoccupato. «Sto molto bene, alla fine è stata una cosa di poco conto: ho dovuto adattare un po’ il programma della prima settimana» ha raccontato durante il media day di Swiss Ski. 

Vince o è sul podio in tre specialità, macina punti a ogni circostanza, o quasi. E se va male è appena fuori dalla top3. Lo scorso inverno però è andato a vuoto in alcune occasioni, soprattutto in gigante, tanto da perdere la coppa di specialità, andata per la prima volta nelle mani di un brasiliano. 

Ed è proprio su Lucas Pinheiro Braathen che è necessario soffermarsi. Il campione olimpico di gigante ha dato grande spettacolo lo scorso inverno e ora sembra non volersi più accontentare. Vuole dare l’assalto alla Coppa del Mondo e provare a dare fastidio a Marco Odermatt. 

Lo ha dichiarato in una recente intervista a ServusTV: «La classifica generale della Coppa del Mondo è un obiettivo molto importante – ha ammesso – Dopo il secondo posto della scorsa stagione, è ora che mi impegni davvero per raggiungerlo».

Lucas Pinheiro Braathen @Agence Zoom
Lucas Pinheiro Braathen ©Agence Zoom

Significa allora che il norvegese, che ha deciso di correre (e fare la storia) per il Brasile, quest’anno dovrà inserire in modo convinto la terza specialità. Slalom e gigante dove può raccogliere molti punti, il superG per incrementare. 

Ed è su questa idea che ha stilato il programma estivo. «Per poter competere con Marco, devo anche totalizzare punti in una terza disciplina – aggiunge – Durante la preparazione mi sono concentrato maggiormente sulla velocità e ho apportato parecchi cambiamenti». 

La Coppa 2026/2027 si è chiusa con 658 punti di scarto tra i due. E Loic Meillard? Sembra essere un po’ fuori dai giochi perché di recente ha detto di volersi concentrare sul gigante e sullo slalom. «Quest’estate non ho potuto allenarmi nelle discipline di velocità. Per il momento non è previsto che partecipi al superG quest’inverno – ha detto –. Vedremo poi come si evolverà la situazione, se ne varrà la pena». L’elvetico però sogna una coppa, almeno di specialità, che finora ha solo accarezzato in gigante e slalom.

E l’Italia?

L’Italia invece ha pochissimi atleti che fanno tre specialità. Anzi, possiamo dire che ha solo Giovanni Franzoni che punterà ovviamente sulla velocità e proverà a portare avanti anche il gigante. «Fondamentale, anche perché io arrivo da lì – ha detto nei giorni scorsi a Milano –. Durante la scorsa stagione mi sono sempre allenato, voglio provare a correre almeno i primi 3 giganti e poi vedere quali sono gli incastri con il programma della velocità». 

Sarà la stagione della verità per l’azzurro, che ha fatto l’exploit con un timing perfetto. Vittoria a Kitz e a Wengen, una botta di adrenalina per i Giochi Olimpici, colorati d’argento. E poi ancora un secondo e due terzi posti. 

Un 2026/2027 da incorniciare, Giovanni è il presente e il futuro dell’Italia, supportato da una squadra di velocità che ha mostrato di avere tante frecce nell’arco. Dall’immenso Dominik Paris, che ha deciso di continuare e ha ancora voglia di volare, fino al giovane Benjamin Alliod, senza dimenticare Mattia Casse, Florian Schieder, Christof Innerhofer e Guglielmo Bosca. Un settore che è salito dieci volte (quattro le vittorie) sul podio in Coppa del Mondo nella passata stagione, oltre alle emozioni olimpiche. 

Alex Vinatzer ©Agence Zoom

Discorso decisamente diverso per la squadra delle tecniche, una volta sul podio con Alex Vinatzer a dicembre 2025: secondo nel gigante di Beaver Creek. Serve una inversione di rotta, ma per prima cosa serve una stabilità tecnica. Simone Del Dio se ne è andato nel 2025 e ha trovato casa in Norvegia, Mauro Pini ha girato la sua macchina verso la Svizzera dopo i Giochi Olimpici di Milano Cortina. Se torniamo indietro di qualche anno, non va neppure dimenticata la breve parentesi di Steve Locher. 

L’ultimo italiano a vincere uno slalom di Coppa del Mondo è stato Manfred Moelgg nel 2017. Il marebbano, tra l’altro, era stato contattato in primavera per entrare proprio nello staff tecnico azzurro. Bisogna andare ancora più indietro per trovare la bandiera italiana sul gradino più alto del podio di un gigante. A sventolarla era stato Max Blardone nel 2012, tecnico ossolano che ora segue proprio i gigantisti. 

L’Italia del gigante e dello slalom si affida ad Alex Vinatzer, che porta avanti le due specialità e che nell’ultima stagione ha performato quasi meglio tra le porte larghe rispetto ai rapid gates. Ha chiuso nella top10 – nono – in gigante, è finito 18° in slalom dove ha bisogno di trovare maggiore continuità. 

Luca De Aliprandini ©Agence Zoom

A Sölden non è ancora scontata la presenza di Luca De Aliprandini che è alle prese con i postumi di una caduta rimediata a Pitztal. Ritorno in squadra per Giovanni Borsotti, che ha saputo cogliere le opportunità concesse in Coppa del Mondo – subito a punti sul Rettenbach – per tornare a indossare la giacca azzurra. C’è poi da recuperare Filippo Della Vite, in luce qualche stagione fa, in difficoltà negli ultimi due inverni. 

Ogni stagione sa però offrire sorprese, nuovi nomi sono pronti a emergere e la speranza è che anche l’Italia tiri fuori dal cilindro qualche giovane che inizi a dare qualche zampata in Coppa Europa. E chissà, magari anche in Coppa del Mondo. 

Il ritorno di Hirscher slitta

Sembra ormai imminente l’ennesimo ritorno alle gare di Marcel Hirscher. Se ne parla da tempo e gli indizi che lo stesso austro-olandese ha fornito sono chiari. È tornato ad allenarsi nei capannoni, è volato in Sudamerica, ora è impegnato nelle ultime sessioni atletiche prima di fare il suo ritorno in Coppa del Mondo. Ma non sarà a Sölden, il rientro avverrà più avanti perché Hirscher necessita ancora di giornate di lavoro. Troppo ampi i distacchi sul Rettenbach, nelle ultime giornate di allenamento.

Nel frattempo la Fis ha messo a punto le regole per le wild card. I titolari avranno pettorale 31, con quattro card per ogni specialità che verranno detratte solo in caso di piazzamento al di fuori delle prime trenta posizioni. 

Marcel Hirscher
Marcel Hirscher ©Agence Zoom

Hirscher ha fatto la storia, è un personaggio e fa bene al mondo dello sport. Non tutti sono d’accordo e anche dopo i meeting di Ginevra i malcontenti non sono mancati. Questa è la linea della Fis, una Federazione che in una manciata di mesi si è trovata a dover fare i conti nel vero senso della parola. Il profilo economico non è dei migliori e merita attenzione, come ha dichiarato anche il presidente Alexander Ospelt. 

C’è curiosità alla vigilia di questa stagione, con il cambiamento climatico che non è di secondaria importanza e presto potrà variare gli scenari. Il calendario è fatto, la stagione è dietro l’angolo: la Coppa maschile partirà domenica 25 da Sölden. Finali di nuovo negli Stati Uniti, sulle piste di Sun Valley. 

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