Proseguire nel segno della continuità o puntare sul rinnovamento? Negli ambienti degli sport invernali queste domande sono emerse a ripetizione. E, forse, ancor di più in queste ultime ore che precedono l’assemblea ordinaria elettiva in programma sabato 10 ottobre a Verona.
Sul piatto c’è la rielezione per un nuovo mandato dell’attuale presidente Flavio Roda. Ha iniziato la sua avventura in Fisi nel 2012 e dal 2022 è anche vicepresidente della Fis. Questa volta però, non basterà più il 50%+1 dei voti per essere rieletto presidente. Per Roda vale la regola dei due terzi: resterà numero uno della Fisi con almeno il 66,67% dei consensi. Conosce la macchina, ha da poco rinnovato diversi contratti con gli sponsor e rappresenta la continuità operativa alla vigilia di una stagione invernale che porterà verso i Campionati Mondiali.
L’altra opzione sul piatto è quella del cambiamento, con due volti comunque molto conosciuti nel mondo della neve. Uno è il bellunese Roberto Bortoluzzi, 26 anni a capo degli sport invernali in Veneto, l’altro è Antonio Noris, allenatore e ingegnere bergamasco che dirige lo sci club Zanetti-Goggi. Sono le alternative a Flavio Roda. Sono due persone dell’ambiente, che conoscono il mondo che ruota intorno alla Fisi. In queste settimane si sono mosse, chi più e chi meno, per provare a strappare consensi. A entrambi basterebbe il 50%+1 per diventare presidente della Federazione al primo turno, ma in una sfida a tre facile non è…

Diversi affiliati non hanno dubbi, sanno già dove andare a mettere la X, qualcuno è ancora indeciso o preferisce tenersi aperta la doppia porta. C’è anche chi opterà per il cosiddetto voto disgiunto: il nome di un presidente in una scheda e la X su alcuni consiglieri che magari hanno pensieri opposti nell’altra. Chi sceglie di non sostenere Flavio Roda, non per forza gira il voto su Antonio Noris o Roberto Bortoluzzi.
CI VEDIAMO AL PROSSIMO TURNO?
Sul piatto c’è quindi una terza opzione ed è quella della scheda bianca. Che tradotto significa la volontà di guardare già oltre, a futuri nuovi candidati ora rimasti coperti e quindi a una fase successiva. Ipotesi, ma se ne parla.
La scheda bianca questa volta non va sottovalutata, rientra nel computo dei voti validi e quindi nelle logiche delle percentuali minime necessarie per eleggere un presidente piuttosto che un altro.
Sabato 10 ottobre non sarà scontato applaudire un nuovo presidente. Potrebbe essere solo la prima manche, se nessun candidato raggiungerà la soglia minima prevista per l’elezione. In questo caso, non è previsto il ballottaggio: tutto sarà rinviato, la Fisi dovrà indire nuove elezioni entro novanta giorni. Ovvero l’8 gennaio 2027, nel pieno della stagione invernale e con le festività di mezzo.

IL RUOLO DELLE DELEGHE
Dentro l’urna ci vanno i rappresentanti degli affiliati. Entrano con uno scontrino che indica i voti che possono esprimere. Indica i voti della propria società di appartenenza, ma anche quelli dei club che si fanno rappresentare.
Ed è qui che entra in gioco un altro fattore da sempre importante, quello delle deleghe. Il presidente di un club può presentarsi con un pacchetto di voti più alto, che decide di destinare in blocco a uno, piuttosto che a un altro candidato.
I rappresentanti degli atleti e dei tecnici non possono delegare o essere delegati, questo procedimento vale solo per i presidenti – o legali rappresentanti – incaricati di votare i candidati alla presidenza o come consiglieri in quota agli affiliati.
Dunque succede che i club più grandi, che si muovono e partecipano, votano spesso anche per i vicini di casa più piccoli, che non hanno particolari interessi, che magari non hanno voglia di mettersi in viaggio fino a Verona o che ancora – come qualcuno ha ironizzato nelle scorse settimane – “non sapevano nemmeno che quest’anno ci sono le elezioni”.
In tanti chiedono elezioni online a distanza, ma per questa tornata elettorale questo è il regolamento e con questo sistema si andrà a votare. Il domani farà parte di un altro capitolo.

I RUMORS…
I comitati regionali e i gruppi sportivi militari sembrano aver sposato in gran parte l’opzione della continuità, i club di Asso Sci chiedono ancora una volta il cambiamento e fanno riferimento ad Antonio Noris. Le riunioni non sono mancate né da una parte, né dall’altra.
Trentino, Alto Adige e Centro-Sud si presentano come i più compatti. Tolta qualche eccezione, le indiscrezioni parlano di voglia di rinnovare la fiducia all’attuale presidente. Lombardia e Veneto, le realtà più articolate, sono ovviamente tra le più spaccate avendo appunto come candidati alla presidenza Antonio Noris e Roberto Bortoluzzi.
Non c’è una linea neppure in Piemonte, dove le visioni cambiano parecchio da zona a zona, tra Bielmonte e Prato Nevoso, tra Limone, Bardonecchia e la Via Lattea. E non c’è nulla di scontato neppure dalla parte opposta dell’Italia, in Friuli Venezia Giulia, dove i candidati in rappresentanza degli affiliati sono 3.
Ci sono certezze e, al tempo stesso, tante incertezze. Continuità? Cambiamento? Nuova tornata elettorale all’orizzonte? Difficile dirlo, molto più difficile rispetto ad altre occasioni.
Ci sono due punti da tenere a mente: oggi la Fisi – così come altre Federazioni – è una vera e propria azienda complessa nella gestione. Che ora dovrà curare e seguire anche le discipline paralimpiche.
La palla passa ora alle società: sabato 10 ottobre si vota e se ne saprà di più.


