«È andato tutto bene, ho tolto placca e viti – sono le prime parole di Federica Brignone, operata martedì pomeriggio alla clinica La Madonnina di Milano – Ora avrò qualche giorno di stampelle per poi iniziare a fare fisioterapia e successivamente preparazione atletica. Sono molto contenta, il mio ginocchio sta bene e anche io sto bene».
Lo conferma anche Luigi Devizzi, che ha una lunga amicizia con l’azzurra, oltre a essere sempre stato un suo punto di riferimento. L’osteopata e fisioterapista, che ha lavorato per un quadriennio anche con il gruppo élite di Bassino e Goggia, ha visto Federica qualche giorno prima dell’operazione, trovando una situazione estremamente positiva.
«Dal punto di vista osteopatico e fisioterapico, l’ho vista bene e con un ginocchio né gonfio, né irritato nelle ultime settimane. È fondamentale avere una tale condizione, anche prima di un intervento chirurgico».
Brignone avrebbe dovuto partire per l’Argentina proprio in questi giorni, ma dopo il test sulla neve di fine luglio i piani sono cambiati. Ha avvertito ancora dolore, ha continuato a consultare lo staff azzurro e i medici della Commissione Fisi, decidendo di tornare sotti i ferri per la terza volta.

«Non ho mai visto così bene il suo ginocchio – aggiunge Devizzi – io e lei ci conosciamo da 20 anni, abbiamo anche un rapporto di amicizia e quando non è impegnata ed è a casa, volentieri torna a trovarmi anche solo per una breve visita».
Tanto lavoro a secco, una buona base di preparazione atletica, continua fisioterapia al J Medical di Torino, con un duplice obiettivo: stare bene nella vita di tutti i giorni e, di conseguenza, tornare a sciare.
«Il suo stato psicofisica è più che buono – conferma ancora Devizzi – poi chiaramente è necessario attendere l’evoluzione, ma soprattutto la reazione, che non è prevedibile ed è soggettiva. È comunque un intervento chirurgico e parliamo di un ginocchio che aveva già avuto problemi prima del grave infortunio».
E Devizzi conferma: «Il suo problema è sciare senza avere male, come ha sempre dichiarato in questo periodo. Se non sentirà più dolore, potremo aspettarci di tutto da lei, come ha già ampiamente dimostrato».
