Era fine ottobre, la vigilia di una nuova stagione di Coppa del Mondo. L’ultima per Lara Gut-Behrami. Sölden, ultimo piano dell’Arena, venerdì pomeriggio, solito appuntamento organizzato dalla Fis. Punto di ritrovo degli addetti ai lavori, momento in cui si dialoga con i campioni e si assegna lo skier d’or, vinto poi da Federica Brignone.
Da quella sala, Lara Gut-Behrami ha strappato un lungo applauso quando ha parlato dall’attuale situazione dei social network, da cui si è staccata da anni, indirizzando anche messaggi forti ai più giovani.
«All’inizio della mia carriera erano tutti più sinceri, ora invece abbiamo i social e quindi è ancora più importante piacere a tutti – dice – Ricordo che Anja Pärson e Tina Maze mostravano le loro vere emozioni: era normale essere arrabbiati perché lavoriamo per vincere le gare, non per arrivare decimi».

E aggiunge: «Mi arrabbio ancora di più quando vedo le giovani sciatrici che non si qualificano per la seconda manche e sembra che vada bene così. Non va bene. Non sto dicendo che voglio metterle sotto pressione o dire che sono state scarse, ma non è giusto che per loro non faccia differenza se si qualificano o se arrivano decime. Bisogna essere contente, certo, ma anche consapevoli di quello che si sta facendo».
«Questa è la Coppa del Mondo, noi lavoriamo ogni giorno per vincere. Non voglio alzarmi domani e dire che arrivare venticinquesima va bene. Può succedere, lo accetto, ma non dirò mai che è fantastico».
Parole di una campionessa, che non si è mai nascosta dietro al microfono. Che ci ha sempre messo la faccia.


