Trent’anni all’interno dello sci club, ora è il tempo di passare la mano ma con il cuore che continuerà a battere per lo sci club La Thuile. Daniele Collomb, che già all’inizio della scorsa stagione aveva affidato a Manuel Sararù la gestione dello staff tecnico, ora non è più presidente dello sci club. Venerdì si sono infatti svolte le elezioni per il rinnovo del direttivo e ora la società che ruota intorno al comprensorio del Piccolo San Bernardo è presieduta da Federico Raimo, oggi dottore commercialista, qualche anno fa atleta dello snowboard cross con un trascorso in squadra nazionale, una partecipazione olimpica e venti pettorali in Coppa del Mondo.
Nel consiglio direttivo sono inoltre entrati Pieryck Boche, Marta Corrà, Marco Ferrari, Claudio Gola, Corrado Jacquemod, Louise Jacquemod, Nicola Jordan, Federico Lacchio, Bianca Liebman, Renato Piumatti, Amedeo Raimo e Manuel Sorarù.
«È stata la mia seconda casa – sono le prime parole di Daniele – ho cercato di portare avanti la linea che era stata impostata da Franco Berthod e Achille Martinet, due persone che sono state autentici pilastri della società. Ora non ho più ruoli ufficiali, ma il legame con questo club rimane fortissimo».
Hai guidato il club per due quadrienni. Qual è stata la tua linea?
«Dal 4 giugno 2018 ho portato avanti due mandati con un’idea molto precisa: uno sci club ben organizzato, con numeri sostenibili, così da garantire un servizio di qualità ai ragazzi e un supporto adeguato agli allenatori. Non è semplice mantenere equilibrio quando i numeri crescono, ma ci siamo riusciti: siamo arrivati ad 116 ragazzi e 15 allenatori».

Che ruolo hanno avuto gli allenatori in questi anni?
«Fondamentale. Da presidente e direttore tecnico ho sempre potuto contare su un gruppo motivato, spesso composto da miei ex atleti. C’è sempre stato dialogo, fiducia e uno sguardo comune verso gli obiettivi. Un esempio è Manuel, che da anni è parte integrante della struttura, soprattutto nella parte organizzativa e nell’attività autunnale. Con lui e con tutti gli altri il passaggio di competenze è stato naturale».
Che funzione ha la scuola di sci in una realtà come quella di La Thuile?
«Abbiamo sempre mantenuto un rapporto molto forte con la scuola di sci, soprattutto per la categoria SuperBaby, da sempre seguita da loro. Con lo storico direttore Ferruccio Baudin c’è sempre stata una collaborazione importante: siamo uomini di sport e abbiamo sempre remato nella stessa direzione. Le categorie preagonistiche rappresentavano un punto di snodo: chi voleva continuare nell’agonismo entrava nello sci club, chi preferiva seguire un altro percorso restava alla scuola di sci. Due realtà, un’unica grande famiglia».
Un club attivo anche nell’organizzazione.
«Siamo conosciuti non solo per l’attività agonistica, ma anche per la gestione di appuntamenti agonistici. Abbiamo organizzato gare giovanili recuperato anche gare che altrove non si potevano disputare e il team ha sempre lavorato con grande professionalità».

Dalle gare regionali alla Coppa del Mondo.
«Abbiamo davvero organizzato un po’ di tutto, dai superG di Coppa Europa al Criterium Cuccioli, che richiede un impegno diverso dalle gare classiche, così come i Campionati Italiani. Sono state sfide importanti, che hanno confermato la nostra capacità organizzativa».
Ora il tuo mandato si è concluso. Che rapporto immagini per il futuro?
«Il legame non si chiude. Rimarrò sempre disponibile: se ci sarà di nuovo la Coppa del Mondo, come tutti ci auguriamo, risponderò presente. Dal 1996 a oggi sono sempre stato lì, e la volontà è di continuare a dare una mano quando servirà. Portare a La Thuile eventi del massimo livello è sempre stato un obiettivo chiaro».
E sul piano personale, quali prospettive per il domani?
«Sono in pausa. Dopo le vacanze cercherò di capire cosa fare: è un momento sabbatico, come si dice in queste situazioni. Il mondo della neve mi piace e lo vivo da sempre, quindi non escludo un ritorno sui campi da sci in qualche veste. Intanto mi dedico un po’ all’albergo di famiglia. Negli ultimi anni mia moglie ha portato avanti quasi tutto da sola per permettermi di dedicarmi al club: è stata un punto di forza enorme. Ora valuteremo insieme, anche con le nostre figlie, quale direzione prendere».


