Col gigante di Hajfell, terminato in undicesima posizione, Mikaela Shiffrin ha chiuso la stagione agonistica 2025-2026 confermandosi regina dello sci femminile. Ha vinto di nuovo, per la nona volta in carriera, la classifica di specialità in slalom, e per la sesta volta il cristallo grosso. Non le era mai successo di vincere una Coppa del Mondo generale con meno di 100 punti di vantaggio sulla seconda: terminata l’ultima gara, Shiffrin si è dedicata a tante attività diverse, non sempre legate strettamente allo sci alpino.
Si tratta di, riassumendo, tutte cose belle o condivisibili. Col tempo, Shiffrin si è costruita questo personaggio senza sbavature: un’atleta impareggiabile sugli sci, ovviamente, ma anche molto posata e composta davanti alle telecamera e nei rapporti con la stampa. Come quella di ogni vincente seriale, anche la figura di Shiffrin è complessa e sfaccettata: ma al contrario di diversi altri vincitori seriali, lei riesce a piacere a un pubblico molto esteso e variegato.
Secondo alcuni si sta sforzando un po’ troppo per essere apprezzata da più persone possibili, secondo altri ha finalmente trovato un modo di comunicare sé stessa diverso dal “sono la più forte e vinco sempre”. In ogni caso, sembra funzionare: durante tutto il periodo olimpico, pubblicità con Mikaela Shiffrin sono comparse sulle tv di buona parte dei paesi del mondo. È sponsorizzata da – tra gli altri – Visa, P&G, Longines e Barilla: brand internazionali che pochi altri atleti nel mondo dello sci posso vantare.
Nella risonanza delle sue imprese, e della sua figura in generale, a livello mondiale, Shiffrin è certamente una sciatrice molto rara: pochissime altre riescono a uscire dal mondo dello sci alpino, a essere veramente note a un pubblico più ampio di quello che segue lo sci di settimana in settimana. È più nota anche di tanti sciatori uomini similmente fenomenali: Shiffrin ha quasi il triplo dei followers su Instagram di Marco Odermatt, giusto per fare un esempio che renda l’idea.

È facile che, soprattutto negli ultimi giorni, aprendo qualsiasi sito internet legato allo sci alpino o qualsiasi social media, siano comparse foto di Shiffrin-che-fa-cose. Il 1° aprile, per esempio, sul suo canale YouTube e su altre piattaforme tipo Spotify, ha pubblicato una lunghissima chiacchierata con la madre Eileen. Dura oltre due ore ed è solo l’ultima uscita di “What’s the Point with Mikaela”, podcast che conduce da ormai qualche mese. Tra i suoi ospiti ci sono stati sia sciatori e sciatrici come Bode Miller o Zrinka Ljutic, ma anche personalità dello sport di livello assoluto, come la ginnasta Simone Biles.

Della puntata con la madre si è parlato parecchio. Tra gli altri temi toccati, Shiffrin rivela un cancro che di recente ha debilitato la madre. «Per la prima volta in carriera, ho iniziato la stagione a Sölden senza che tu fossi lì» ha detto Mikaela rivolgendosi alla madre Eileen.
Di recente, inoltre, si è scritto dell’incontro tra Mikaela Shiffrin e il pattinatore di figura Ilia Malinin. Anch’egli statunitense, Malinin è soprannominato “Quad God” perché è uno dei pochissimi che realizza salti quadrupli in gran numero e con costanza. «Quando finalmente incontri l’altro all’evento di uno sponsor e diventa subito un grande amico» ha scritto Shiffrin.

Negli ultimi giorni, Shiffrin ha partecipato anche un altro podcast, “House of Maher”, condotto dalla rugbista più famosa al mondo, la statunitense Ilona Maher. È diventata piuttosto virale una clip in cui Shiffrin parla dei suoi muscoli della schiena. Ed è stata una delle due stelle che hanno parlato con Nick Fellows, giornalista conduttore dello show “Alpine Pulse” per la FIS: con Marco Odermatt, Shiffirn ha parlato in lungo e in largo della stagione, spesso facendo domande direttamente a Odi.
Se Lindsey Vonn è finita su Vanity Fair, su Mikaela Shiffrin è stato pubblicato un lungo articolo su Women’s Health, altra rivista molto popolare negli Stati Uniti. Il titolo sottolinea uno dei temi più cari a “Mik”, ovvero la salute mentale, di cui lei stessa parla spesso: «Mikaela Shiffrin sta vincendo la battaglia contro il suo avversario più ostico: la sua stessa mente».

Come si nota dal suo profilo Instagram, Shiffrin è stata molto in giro per gli Stati Uniti, una volta finita la stagione agonistica. Ha scattato foto da bordocampo durante una partita di basket NBA tra Brooklyn Nets e Charlotte Hornets, è stata ospite di reti televisive importanti come la CNN e programmi come il late night show “Watch What Happens Live with Andy Cohen”, ha posato per foto con vari brand di moda ed è stata ringraziata da aziende per essersi fermata anche «da noi durante il tuo victory tour».
Per giunta, Shiffrin è tornata in pista l’11 aprile a Copper Mountain, in Colorado. Lo ha fatto per fare da “insegnante speciale” a una trentina di giovani ragazze, parte del programma “GOAT Gives Back”, che si potrebbe tradurre con “la più forte di sempre dà qualcosa indietro” al mondo che l’ha aiutata ad emergere. Si tratta di un’iniziativa che vuole espandere ulteriormente il progetto MIK100 e facilitare l’accesso alla pratica dello sci alpino negli Stati Uniti.
E si parla di Mikaela Shiffrin anche quando lei non è fisicamente presente. A fine marzo, a un anno e un mese dall’impresa realizzata sulla pista Kandahar G.A. Agnelli, il Comitato Organizzatore della Coppa del Mondo di Sestriere e il comune hanno svelato un’opera d’arte dedicata allo straordinario traguardo: infrangere il muro delle 100 vittorie in Coppa del Mondo.

La scultura rimane in esposizione presso l’ufficio del turismo di Sestriere ed in estate sarà collocata su una grande roccia posizionata in maniera tale da avere come sfondo la pista Kandahar G.A. Agnelli.
Se tutto questo non fosse abbastanza, è da pochi giorni disponibile su Disney+ la docu-serie “On the edge: World Cup Ski Racing”. Storie personali, la tensione dietro le quinte e la vita quotidiana delle grandi star dello sci alpino sul grande schermo: c’è anche Mikaela Shiffrin, ovviamente.
Come detto, tutte queste cose sono belle, ci strappano un sorriso, o quantomeno ci fanno mettere un distratto like sui social. Succedono perché Mikaela Shiffrin fa una cosa che dovremmo – noi tutti che in questo mondo siamo e stiamo – imparare a riconoscere e apprezzare di più: portare lo sci alpino fuori dai propri confini, nel mondo reale.



