«Sì mi sono rotta il crociato e ho anche un altro infortunio legato; non sappiamo se era pregresso». Esordisce così Lindsey Vonn in conferenza stampa. Ma ha già rimesso gli sci ai piedi, questa mattina ha provato a capire la reazione del ginocchio dopo la caduta di Crans-Montana.
Che cosa farà? Proverà comunque ad andare in pista, ragionando giorno dopo giorno, consapevole di conoscere bene il proprio corpo. «Conoscevo le mie chance, so che le opportunità non sono più le stesse, ma comunque mi sento solida, pur con l’aiuto di un tutore – aggiunge – Penso di poter competere domenica, ovviamente non nella condizione in cui speravo».
Ha il sorriso, continua a vivere un grande sogno ed «essere qui a 41 anni mi rende felice». È in contatto costante con il suo staff e i medici, anche se il suo ginocchio al momento non si è gonfiato. «L’intervento chirurgico? Certo che è stato valutato con i medici, ma non può essere considerato al momento perché ora ci sono solo i Giochi Olimpici. Restiamo in contatto per assicurarci di fare la scelta migliore».
Il suo obiettivo non cambia ed è quello di provare ad andare il più veloce possibile, sperando di trovare delle buone condizioni della pista. «Qui le preparano molto bene, Cortina d’Ampezzo la conosco altrettanto bene, ma le previsioni meteo non annunciano giornate semplici».

Quella che più la preoccupa, è la stabilità del ginocchio, visto appunto il danno. «Ed è proprio per questo motivo che utilizzo un tutore perché avere instabilità non è una bella sensazione, anche se questo non si sta verificando. Non ho dolore, migliora giorno dopo giorno. Ho avuto male subito dopo la caduta ed è per quello che sono andata via in elicottero, ero preoccupata. Poi neppure il menisco sta tanto bene. Ho comunque fatto terapie, conosco bene il mio corpo».
Lindsey Vonn, oggi 41 anni, è esempio di resilienza e ne è fiera. «Mi sono sempre rialzata dopo ogni caduta – dice – Ogni volta che ho fallito, ho vinto. Le esperienze passate mi hanno dato anche grande fiducia. So come gestire queste situazioni e in palestra mi sento molto meglio rispetto al passato, per esempio rispetto al 2019 quando poi vinsi una medaglia ai Mondiali».
Le Olimpiadi migliori? «Quelle in cui gli atleti sono tutti insieme, poi io non mi posso lamentare perché Cortina è una delle migliori località al mondo. Però è tutto un po’ distante, volessi andare a Milano per la cerimonia dovrei viaggiare per 5 ore. E poi non hai la possibilità di condividere questi momenti con le altre discipline».
E poi aggiunge: «Non pensavo fosse possibile essere qui, credo sia un’ottima opportunità per chiudere la carriera, anche se non come speravo. Ma non voglio avere rimpianti, sono qui e penso di potermela giocare. Voglio dare il massimo, il mio corpo non è sicuramente al cento per cento, ma comunque non si perde la forza in così poche giornate».




