Christof Innenhofer è un esempio: l’età non conta se vai forte. E figurati per Giovanni Borsotti che ha sei anni in meno di Inner. «Vado avanti un altro anno sicuramente, questa stagione sto sciando in maniera efficace. Peccato l’infortunio che mi ha fatto saltare le classiche di Alta Badia e Adelboden, ma a Schaldming ho conquistato un nono posto che è tanta fiducia e soprattutto mi convince che sto bene ed ho ancor margine. Posso fare ancor meglio. Se penso che ho ancora qualche fitta all’adduttore, sono ancora più felice della mia top ten. Sono con i migliori e voglio rimanerci».

Ma che sfortuna Giovanni. Poteva andare dritto alle Olimpiadi, essere convocato senza se e senza, ma se il CIO non avesse voluto la lista dei convocati lunedì. Altro caso per a Francia prima delle escluse che ha subito approfittato del rifiuto della Norvegia di un posto. «Peccato davvero, che sfortuna. D’altronde è andata così…». Gareggiano Luca De Aliprandini e Tobias Kastlunger a fianco di capitan Vinatzer, non Borsotti che è l’unico ad essere entrato nei dieci in gigante (oltre ad Alex ovviamente). E adesso? Chiude Giovanni: «Ora devo risolvere definitivamente il problema fisico e allenarmi al meglio per Kranjska Gora. Voglio fare davvero bene».




