«Bello essere già tornato sulla neve. Stare a casa mi aiuta a sentire meno i dolori». Giovanni Borsotti è nuovamente sugli sci, ieri ha sciato nella “sua” Bardonecchia, insieme all’altra azzurra Sara Allemand.
Prova ad accelerare i tempi il gigantista piemontese, partito bene in Coppa del Mondo nonostante l’esclusione dalla squadra, ma costretto a fermarsi alla vigilia del gigante in Alta Badia per la rottura del tendine dell’adduttore e uno strappo addominale.
Era il 18 dicembre, nel giorno del suo trentacinquesimo compleanno. Si stava allenando in gigante, quando è scivolato via. Per evitare il palo, ha fatto una scelta istintiva e provato a rialzarsi. «Scelta sbagliata» dirà.
Borsotti, ventesimo a Beaver Creek, aveva da subito escluso l’intervento chirurgico, che avrebbe inevitabilmente allungato i tempi di recupero. «Ho deciso di intraprendere un percorso conservativo, con l’obiettivo di rimettere gli sci ai piedi verso metà gennaio».
Un gran peccato perché il piemontese era partito con il piglio giusto, dopo l’estate con il centro sportivo Carabinieri. «Non è facile accettarlo, arrivavo da un periodo in cui tutto sembrava girare nel verso giusto e mi sentivo pronto ad affrontare la pista di casa nel migliore dei modi. Ma non mi abbatto. Queste cose, purtroppo, fanno parte del gioco».




