L’Italia maschile della velocità continua a primeggiare. E lo fa con un team solido e competitivo, che non si affida solo a leggenda Paris. Dopo Domme nella prima discesa e ieri in superG Franzoni, arriva un altro straordinario podio per la banda di Max Carca e Lorenzo Galli nella libera tradizionale del 58° Saslong Classic. Tocca questa volta a Florian Schieder: l’altoatesino della vicina Castelrotto è protagonista di un garone sulla Saslong e conquista il terzo podio in carriera nella massima serie (dopo i due secondi nel tempio di Kitz). Un momento positivo per la compagine italiana che in prospettiva olimpica è davvero competitiva: ha preso le misure in Colorado e sulle nevi ladine gardenesi ha lasciato il segno a ripetizione, con decisione, con convinzione. Bravi davvero i nostri. E con Florian c’è un più che buono Dominik Paris 6° e Mattia Casse 8°. Quindi Giovanni Franzoni 12°, sicuramente solido, consapevole, autore di un grosso salto in avanti in discesa oltre che in superG.

Certo, i distacchi dai primi due non sono bassi, ma i nostri sono sulla a strada giusta per gli appuntamenti prosssimi e in grado di ridurre questo gap. Domina la Svizzera: un’altra prova di forza dello squadrone rossocrociato. Trionfa Franjo Von Allmen staccando di tre decimi il fuoriclasse Marco Odermatt. Franjo è stato il più abile sulle onde gardenesi: si, perchè la Saslong è stata la più bella di sempre con un manto ondulato, con gobbette e gibbosità che esaltavano gli atleti che meglio erano capaci di assecondarle e non perderci velocità. Una caratteristica del pendio che si associa alle parti tecniche tradizionali, il ripido di Socher, i prati gelati del Ciaslat, il mitico salto delle Gobbe del Cammello che è emblema della pista.

Gli elvetici sono stati superiori è vero, ma che bello vedere l’Italia dello sci che finalmente è lì, in gara. Il successo svizzero è completato poi dal 5° posto di Alessio Miggiano e dal 7° di Niels Hintermann. Ci ha fatto tremare il farncese Nils Alphand che è stato dietro a Schieder (98 centesimi dalla testa della classifica l’azzurro) per solo due centesimi. E bene anche Brnjamin Alliod: dopo il 14° posto della libera spint, ecco un 20° in quella tradizionale. Peccato davvero per Christof Innerhofer: velocissimo nella parte alta, ha commesso un errore grossolano peccato, un’altra top ten era alla porta di mano per questo inossidabile pusterese dalle 41 primavere.





