Alexis Pinturault: «Ciò che conta non è l’obiettivo, ma il percorso»

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Alexis Pinturault sta per affrontare l’ultimo capitolo della sua impressionante carriera. Dopo il grave infortunio subìto a Kitzbühel a gennaio, il francese sta lavorando duramente per tornare in pista. In un’intervista rilasciata a topskinews.com, il 34enne fuoriclasse francese parla della sua forma fisica, del ritorno nella squadra nazionale e dei suoi obiettivi fino alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

Il Circo Bianco dello sci perde campioni del mondo, vincitori di Coppa del Mondo e numerose (fallite) speranze per il futuro. Alexis Pinturault si mostra ottimista e riflessivo. Da quando si è infortunato nel SuperG austriaco a gennaio, sono successe molte cose: «Ho quasi completato la mia preparazione fisica. Ora posso fare di nuovo tutto al 100%», afferma il francese. I problemi al tendine d’Achille e al tendine ischiatico lo hanno accompagnato per mesi, ma ora sono sotto controllo e nulla ostacola più un programma di allenamento completo.

Particolarmente importante per lui sarà il camp sugli sci a Saas-Fee, il terzo dopo l’infortunio. Lì vuole lavorare di nuovo sul timing, sul ritmo, per «aumentare lentamente l’intensità». A metà agosto è prevista una tappa importante quando, presso l’azienda Red Bull in Austria, verificherà con le consuete macchine di prova a che punto è rispetto alle stagioni precedenti: «Da quasi dieci anni faccio lì gli stessi esercizi, il che mi permette di fare confronti preziosi».

Alexis Pinturault
Alexis Pinturault ©Zoom

Un altro passo indietro è stato anche il… ritorno all’interno del team nazionale francese. Dopo anni in una struttura privata, infatti, Pinturault si allena di nuovo con il gruppo federale, un cambiamento che però gli risulta facile: «Conosco bene il modo di lavorare. Prima ero uno dei più giovani, oggi sono uno dei più anziani. Ma trovo molto bello vivere con i più giovani e trasmettere loro la mia esperienza».

Ora si concentra completamente sullo slalom gigante, la sua disciplina preferita. I cambiamenti nel materiale, in particolare nella lunghezza degli sci, hanno influenzato notevolmente il livello negli ultimi anni. È quindi ancora più importante «diventare di nuovo più veloci e performanti dal punto di vista tecnico». Il fatto di dover gareggiare con un numero di partenza alto all’inizio della stagione a Sölden è una sfida in più, ma non insormontabile: «Se uno sciatore è bravo e va veloce, non importa quale numero di partenza abbia».

Alexis Pinturault ©Agence Zoom

Il suo grande sogno rimane un ultimo momento clou olimpico nel 2026, a Milano-Cortina. In fondo, in carriera gli manca solo quell’oro a cinque cerchi… Per questo, come lui stesso afferma, deve «ritrovare la capacità di dare il massimo e sciare molto velocemente». Guardando indietro, Alexis Pinturault non cambierebbe nulla della sua carriera e ha un messaggio chiaro soprattutto per i giovani atleti: «Credo che non sia l’obiettivo la cosa più importante, ma il percorso che si intraprende. […] Ciò che ti porta più lontano è il piacere di fare ciò che fai. Senza di esso, tutto finisce molto più rapidamente». Alexis Pinturault non è solo sinonimo di successo ed esperienza, ma anche di passione e costanza nello sci.

L’INTERVISTA INTEGRALE QUI

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