Beaver Creek, quando Janka fece la storia nel 2009. E quella doppietta Innerhofer-Marsaglia…

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Aquile rossocrociate e azzurre. Che giorni, quei giorni sulla Birds of Prey. Carlo Janka, grigionese, classe 1986, nel giro di un anno e un mese vince tutto quello che di importante c’è da vincere nello sci alpino, ovvero oro mondiale (Val d’Isere 2009) e olimpico (Vancouver 2010) in slalom gigante, Coppa del Mondo assoluta 2009-2010. E nella sua stagione magica il fenomenale svizzero compie un’impresa leggendaria, dal 4 al 6 dicembre 2009, conquistando tre gare in tre giorni in tre specialità diverse, a Beaver Creek: supercombinata (di allora), discesa e gigante (precedendo Raich e Svindal). «Una terza vittoria in tre giorni. Non so cosa dire, sono incredulo pure io!», dice dopo il trionfo tra le porte larghe, l’ultimo della serie in Colorado. 

Riuscire a vincere tre gare consecutive è un fatto raro nello sci, soprattutto nella stessa località. Gli ultimi ad esservi riusciti, all’epoca, erano stati Aksel Lund Svindal nel 2007 a Lenzerheide (discesa, superG e gigante, ma in 4 giorni) ed Hermann Maier nel 1999, tra Vail e Beaver Creek (gigante, discesa e superG in 5 giorni). Solo Jean-Claude Killy, la leggenda francese, tre volte oro olimpico a Grenoble 1968, era riuscito a imporsi in tre discipline diverse nell’arco di tre giorni, a Franconia (USA), discesa-slalom-gigante, tra il 10 e il 12 marzo 1967. Nessuno si è più ripetuto dopo Janka, anche se Marcel Hirscher ci è andato parzialmente vicino, trionfando in tre gare consecutive tra il 4 (slalom Zagabria) e il 6-7 gennaio (gigante e slalom ad Adelboden) del 2018, seppur in due località diverse. 

A Beaver Creek in Coppa del Mondo i primi a vincere per l’Italia, tra il 1997 e il 2006, sono stati Kristian Ghedina, Giorgio Rocca e Massimiliano Blardone; ma è impossibile dimenticare quei giorni di gloria tra il 30 novembre e il 2 dicembre 2012, quando prima Christof Innerhofer (discesa), poi Matteo Marsaglia (superG) mettono sempre in fila Aksel Lund Svindal, secondo in entrambe le occasioni dietro ai due scatenati azzurri. Davide Simoncelli, dulcis in fundo, piazza una zampata da terzo posto nel gigante a chiusura del trittico in Colorado, vinto da Ted Ligety con quasi due secondi di vantaggio su Marcel Hirscher. Al rientro in Italia, la FISI organizzerà una conferenza stampa volante nella sede del CONI milanese di via Piranesi, con i tre protagonisti italiani tutti presenti. «Che bello vedere Svindal dall’alto in basso su podio! E’ proprio una gran soddisfazione», sentenzia all’epoca Matteo Marsaglia, al primo (e unico) successo in Coppa del Mondo. Dategli torto…

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