Riparte la Coppa, chi sarà la prima regina sul Rettenbach?

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Sara Hector, Tessa Worley, Petra Vlhova, Mikaela Shiffrin, Federica Brignone, Marta Bassino e Ragnhild Mowinckel, sono loro le prime sette del ranking di gigante, solo loro che apriranno il gigante di Sölden, pescando un pettorale dall’1 al 7. L’opening dello scorso anno se lo è aggiudicato Mikaela Shiffrin, poi c’è stata la grande ascesa di Sara Hector, anche se la coppa di specialità è finita nelle mani di Tessa Worley.

Le azzurre ripartono dalla doppietta – prima Federica Brignone, seconda Marta Bassino – nelle finali di Courchevel. Entrambe prontissime per il debutto stagionale: più Bassino che Brignone verrebbe da dire, visto che la piemontese si è concentrata soprattutto sulla specialità preferita, mentre la valdostana ha dovuto fare i conti con un guaio fisico alla gamba (comunque risolto nella trasferta ad Ushuaia). «Stanno bene e sono molto motivate – ci racconta il dt azzurro Gianluca Rulfi dalla Val Senales – Marta un po’ più regolare, sui tempi della Hector, ma Fede è lì attaccata. Questione di decimi, da prendere ovviamente con le molle in allenamento». La formazione azzurra si completa con Karoline Pichler (che è stata fermata precauzionalmente sino a giovedì per un colpo) Roberta Melesi, Ilaria Ghisalberti, Asja Zenere ed Elisa Platino.

Federica Brignone ©Gio Auletta/Pentaphoto

Scorrendo le classifiche della scorsa stagione, sul podio sono salite un po’ sempre le stesse: Sara Hector con le tre vittorie (e l’oro olimpico in gigante) parte da favorita: la trentenne svedese (che nello staff si ritrova due tecnici italiani, Manuel Gamper e Pierre Miniotti) dovrà essere brava a gestire la pressione della numero uno, problema – ne ha parlato apertamente con Pernilla Wiberg in una intervista alla televisione svedese – che spesso ha condizionato le sue prestazioni nel passato. Una formazione svedese che per l’opening si presenta anche con Estelle Alphand, Hilma Lövblom, Hanna Aronsson Elfman e la debuttante e altra figlia d’arte, Lisa Nyberg.

Tessa Worley era lì lì per chiudere alla grande, poi con i Mondiali in casa ci ha subito ripensato: la carriera continua, l’entusiasmo c’è (punta anche al primo podio in superG…), la classe non si discute. Sarà ancora lei a guidare le francesi: solo in quattro a Sölden, con Tessa Worley, al cancelletto di partenza Coralie Frasse-Sombet, Clara Direz e Romane Miradoli.

E poi Mikaela Shiffrin e Petra Vlhova: la statunitense anche nel Media Day di Atomic è apparsa raggiante, felice, complice anche la relazione di Kilde; la slovacca, sempre sotto la guida di Mauro Pini (si è allenata spesso in Ticino), punta a primeggiare in slalom e migliorare in gigante.

Mikaela Shiffrin ©Atomic

Ma non ci sono ovviamente solo le prime sette. Come non mettere la Svizzera con Lara Gut-Behrami o Michelle Gisin, Wendy Holdener, e perché no Camille Rast. Le altre elvetiche sul Rettenbach saranno Andrea Ellenberger, Simone Wild, Vivianne Härri e Vanessa Kasper; in dubbio la presenza di Corinne Suter.
E poi le austriache che sul pendio di casa si sono allenate nel finale della scorsa stagione: la migliore nel ranking è Katharina Truppe, nona, ma c’è attesa per vedere Katharina Liensberger dopo un’estate sotto le cure di Livio Magoni. «Non mi aspettavo la chiamata da parte della federazione austriaca – spiega il tecnico bergamasco – men che meno per un progetto dedicato a Katharina. Abbiamo iniziato ad aprile sui ghiacciai austriaci, poi ci siamo trasferiti ad Ushuaia, ovviamente sempre con la squadra. Il primo obiettivo è quello di consolidare lo slalom, dove comunque la concorrenza è ben agguerrita, e poi risalire in gigante, visto è adesso è solo ventunesima nel ranking».

Katharina Liensberger con Livio Magoni e lo skiman Milos Machytka

Attenzione a Maryna Gasienica-Daniel: la crescita della polacca è sotto gli occhi di tutti, si è allenata ad Ushuaia con un staff tutto suo dove è entrato, a fianco dello storico coach Marcin Orlowski, anche Matteo Baldissarutti, oltre a Pietro Fontana come skiman. «Una bella sfida – ci racconta il tecnico di Santo Stefano di Cadore – dopo gli ultimi anni con Petra. Abbiamo trovato belle condizioni in Argentina, abbiamo concluso la rifinitura sui ghiacciai delle Alpi, confrontandoci spesso con le migliori. È migliorata parecchio, il livello è altissimo, ma la nostra speranza è quella di entrare nelle prime sette. Magari già da Sölden, se lo merita».

Maryna Gasienica-Daniel e Matteo Baldissarutti

Infine le giovanissime. Ci mettiamo anche Alice Robinson che a Sölden ha vinto nel 2019, ma che troppo spesso dimentichiamo che ha solo vent’anni. Certo dopo quel successo (e altre due vittorie in Coppa del Mondo) l’asticella si era tantissimo, adesso in gigante è oltre la trentesima nel ranking. E proprio dal gigante è ripartita a tutta quest’estate, anche per un cambio di materiale. Un po’ di mesi a casa, sulle nevi della sua Nuova Zelanda, soprattutto quello di Coronet Peak dove tutto è iniziato (dove ha vinto anche un gigante della ANC). Qualche giro di confronto con i norvegesi, poi il ritorno sulle Alpi tra Val Senales e Sölden. E poi tutta la curiosità per il debutto di Lara Colturi…

Alice Robinson ©Salomon

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