Kitzbuehel, il commento tecnico dello slalom

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Cristian Deville trionfa a Kitzbuehel. Fosse stato scritto un paio d’anni fa, in pochi ci avrebbero creduto. Ma oggi non ci sono storie. Il più forte, il numero uno partito con il numero uno, nel tempio dello sci. E’ bellissimo poter commentare un risultato simile, talmente bello che per una volta scrivo in prima persona. Talmente bello che non può essere un commento tecnico. Scrivo con l’emozione di un amico. Lo conosco da sempre, abbiamo condiviso tanto, anche esperienze agonistiche, ormai più di un decennio fa. L’ho visto crescere dalla squadra C in poi ed ho sempre creduto che un giorno avrebbe potuto vincere in Coppa del Mondo. Sono passati anni, ricchi di soddisfazioni, ma anche di numerose delusioni. La scorsa stagione è stata fantastica: sempre nei primi dieci, un rendimento costante e di primissimo livello nel panorama mondiale. Ma è logico ambire a fare meglio. C’era il sogno del podio, del successo. Cristian ha sempre avuto le idee chiare, non ha mai peccato di presunzione, ma nemmeno di consapevolezza del suo potenziale. Ho avuto il piacere di vederlo spesso in allenamento, anche in estate durante la preparazione atletica. Una macchina da guerra. Spesso poco considerato a livello mediatico, ha proseguito per la sua strada con una costanza unica. Quest’anno finalmente la consacrazione. Secondo, sesto, terzo, quarto, di nuovo sesto e oggi finalmente primo. Una storia bellissima di un atleta che merita di essere raccontato. Una carriera invidiabile e tanta forza in corpo e nella mente. Cristian è sempre più il leader degli slalomisti azzurri, di una squadra che sta andando fortissimo e che oggi può essere definita la più forte al mondo. Complimenti.

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