De Aliprandini mastica amaro

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Nella classifica del gigante olimpico maschile non si legge il nome degli italiani, o meglio ci sono ma tra coloro i quali sono usciti di scena. Anche la gara di Luca De Aliprandini si è conclusa dopo una manciata di porte della seconda manche. Era in lotta per un podio, sapeva di dover dare il tutto e per tutto perché sono davvero in tanti ogni volta a giocarsi risultati e medaglie. 

«Dopo la prima manche non pensavo di esser andato così bene, non mi fidavo tanto, ma ero vicino e potevo giocarmi la medaglia. – racconta -. Sicuramente l’obiettivo era un altro, è chiaro che è dura da digerire ma questo sono le gare». 

Luca De Aliprandini era caduto nel gigante di Adelboden, era rimasto fermo diversi giorni rincorrendo di nuovo la grande condizione che finora aveva mostrato. È riuscito a farsi trovare pronto per il grande appuntamento. «So quanto ho lavorato in queste settimane per arrivare qui pronto, sono riuscito ad allenarmi bene nell’ultima settimana. Fisicamente sto bene e quindi potevo giocarmi le mie chance». 

E poi interviene sulle difficili condizioni meteo che hanno influito sullo svolgimento del gigante olimpico. Dopo una settimana di bel tempo sono arrivate neve e nebbia. « È un peccato che la gara più importante, su cui lavori tutto l’anno, sia stata fatta in queste condizioni di visibilità dove ho avuto un po’ di difficoltà, perché quando non vedo, non mi fido e rimango un po’ arretrato e gli errori vengono di conseguenza, cosa che non succede quando la visibilità è buona». 

Luca De Aliprandini resta a Pechino perché sarà uno degli atleti che parteciperanno al team event, ultima gara del programma dello sci alpino. «Poi andrò a casa per resecare e ripartire da quello che abbiamo fatto di buono in questa stagione. Ci sono da affrontare le ultime gare di Coppa del Mondo». 

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