In pista per gli allenamenti solo gli agonisti. E a certe condizioni

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Situazione impianti, proviamo a fare chiarezza su chi potrà andare in pista nei prossimi giorni.
In queste ore negli uffici delle stazioni sciistiche, non solo si guarda con attenzione alle decisioni del premier Conte (che vanno ormai nella direzione della chiusura degli impianti a Natale), ma si ragiona anche (o meglio si fanno i conti) se conviene aprire uno, due impianti per garantire almeno l’attività agonistica. E molte stazioni ha già detto sì.
Perché questo?
Perché se siete agonisti (e di tutte le categorie, visto che adesso anche la Fisi ha allargato il range per essere agonista, includendo anche Pulcini e Master) potrete allenarvi. C’è un condizionale, però. Potrete, perché la pregiudiziale resta quella che gli atleti devono essere inseriti dal presidente dello sci club in una squadra agonistica, sotto la guida di uno staff tecnico. E soprattutto dovrete essere convocati per l’allenamento, e vi verrà detto in quali giorni e con quali orari si potrà andare ad allenarsi.
Allenarsi si diceva, perché questo sci deve essere inteso come sport agonistico e non come attività turistica. Per capirci nessuna sciata libera e alla fine della giornata nessun panino al rifugio… Una squadra ha, per esempio, prenotato dalle 10 alle 12, si deve presentare in pista magari solo un quarto d’ora prima, poi subito a casa. Sempre con mascherine e distanziamento negli spostamenti. Regole che chi si è allenato in ghiacciaio quest’estate conosce bene. Le stesse regole, aggiungiamo noi, adottate in Svizzera che continuerà a mantenere gli impianti aperti anche a Natale, perché li considera trasporto pubblico di persone, equiparandolo a quello cittadino.
Ora, la questione è questa, sino a che punto conviene ad un gestore di una stazione aprire qualche impianto? Bastano le entrate degli skipass degli atleti (o degli stagionali se lo sci club lavora nella stazione) o faccio anche pagare la pista? E se la perdita nelle previsioni rimane contenuta apro comunque per garantire continuità agli atleti di casa?
D’accordo, non è quello che il tutto mondo della neve vorrebbe, ma sarebbe un piccolo segnale per quella parte di opinione pubblica che pensa che lo sci sia solo uno stereotipo da Vacanze di Natale…

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