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Cosa peserà nella scelta del 2 luglio sui Mondiali? Se nel 2021 o nel 2022? Alla fine una cosa sola: i soldi. Sì, ci sono le richieste degli atleti, con la maggioranza che vorrebbe farli il prossimo anno e non nella stagione olimpica, ma quello conterà più di tutto nella decisione del consiglio della Fis saranno i soldi. Quelli dei diritti televisivi che interessano alla Fis e a ricaduta andranno anche nelle casse delle federazioni nazionali. Anche per le discipline nordiche nel 2021 ci saranno i Mondiali: e anche in Germania si è ventilata la possibilità di posticiparli al 2022, ma intanto sul sito di Oberstdorf 2021 sono già in vendita i biglietti.
Il presidente Roda ha in più occasioni ribadito le tante problematiche – economiche e organizzative – e le incognite che potrebbero ancora esserci per un Mondiale in una stagione la prossima, dove il calendario è sì stato ufficializzato, ma di ufficiale e deciso ancora non c’è nulla. E di questo se ne parlerà a inizio settembre. Già per la Coppa del Mondo, Infront puntava ad avere il calendario ‘approvato’ un mese fa, ma la decisione è stata poi posticipata, ovvio che cercherà di avere almeno i Mondiali ‘certi’ nel 2021. E i soldi messi sul piatto faranno la differenza.
Tanto che in Italia si sta pensando al 2021. «Le istanze espresse dal presidente Roda sono assolutamente condivisibili e vanno incoraggiate: se la Fis il 2 luglio deciderà di proseguire con l’organizzazione dei Mondiali di sci il prossimo febbraio 2021, noi sosterremo la scelta e ci faremo trovare pronti», così il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, in una dichiarazione all’ANSA. «Il Governo sta lavorando ininterrottamente e anche nel periodo di lockdown ci siamo confrontati costantemente con la Fisi, cercando anche di ascoltare le ragioni degli atleti. Senza ostacoli di altra natura, compatibilmente con l’andamento dell’epidemia, non ci sono ragioni per rimandarli. Saranno un banco di prova fondamentale anche in vista delle Olimpiadi del 2026». Certo, le posizioni di Roda, come quelle di Benetton e del presidente del Veneto, Zaia sono più per il 2022 (anche se il numero uno della Fisi ha detto che se «sarà scelto 2021 siamo pronti»), ma il consiglio della Fis, aldilà delle posizione ufficiali o meno di altre federazioni, potrebbe pensarla diversamente, guardando soprattutto la questione economica.
Solo chiacchiere le nostre, domani sapremo tutto.

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