Flavio Roda ©Pentaphoto

Flavio Roda, presidente della Fisi, questo pomeriggio è intervenuto sulla pagina Facebook della Federazione, e tra i tanti argomenti, si è soffermato anche sulla richiesta di far slittare al 2022 i Campionati Mondiali di Cortina. «I Mondiali di Cortina sono un evento che per Fisi, Fondazione Cortina, Regione Veneto, l’Italia e il mondo dello sport, sono importantissimi anche per dare un’immagine forte e come spot del sistema montagna – ha detto il presidente Flavio Roda -. La cancellazione delle Finali è stato un duro colpo, abbiamo provato a tenerle in piedi, poi in effetti non c’erano le condizioni: oltre al danno economico, erano importanti anche per una prova generale». La decisione il primo luglio, in una sessione dedicata.

Una scelta con tanto anticipo?
«In tanti ne hanno parlato, ma voglio dire questo: se nel 2021 si gareggiasse normalmente bene, abbiamo circa 30 milioni di diritti televisivi che entrano, invece in caso di cancellazione non incasseremmo nulla e quindi sarebbe un buco impensabile da coprire. Un problema per Fondazione Cortina, ancor di più per la FISI perché noi siamo garanti in solido». 

Da qui è nata la richiesta di spostamento?
«Sì, pur sapendo che non è l’ideale pensare di inserire i Mondiali dopo le Olimpiadi, però dobbiamo pensare che se queste gare le portiamo al posto delle Finali, va nella direzione della Fis che in passato aveva pensato di non mettere i Mondiali a metà stagione ma alla fine. Non è l’ideale, ma potrebbe essere gestito bene e quindi avere più garanzie che non ci siano delle difficoltà a organizzare questa manifestazione». 

È cosa fatta?
«Fare la richiesta su carta è facile, abbiamo scritto come Federazione e ci siamo presentati con un pacchetto completo. Per 2 ore e 35 minuti abbiamo parlato solo di Cortina 2021, Gian Franco Kasper sapeva delle intenzioni della Fisi, poi il consiglio ha accettato questa proposta con tutte le riserve, perché ci sono tante persone e poi andranno fatte delle verifiche». 

Quali?
«Prima di tutto con le televisioni, servirà capire se accetteranno questo spostamento, su questo Infront sta già lavorando sondando se l’interesse sarà lo stesso. Dovremo metterlo a calendario 15 giorni dopo le Olimpiadi, per uscire dall’embargo olimpico e poi perché gli atleti hanno necessità di recuperare». 

Anche i Mondiali di fondo stanno facendo dei ragionamenti.
«La Germania si è accodata e questo è stato un po’ un danno per noi, perché alla fine si rischia che tutti i Mondiali del 2021 chiedano lo slittamento al 2022. Questo per la Fis comporta anche dei mancati introiti, è un calcolo che deve fare. La Fis dovrà fare una valutazione sulla parte legata ai diritti televisivi e poi sulle entrate che mancherebbe nel 2021». 

E se arrivasse la bocciatura per l’Italia?
«Sì va a votazione, ma dev’esserci il più ampio consenso. Anche noi non possiamo rischiare più di tanto, se pochi giorni prima vediamo che non ci sono le condizioni, dobbiamo essere i primi a dire no: ci teniamo il 2021 senza tanta titubanza. Gli scenari sono vari, sarà un mese intenso e importante». 

Quindi la Coppa del Mondo finirebbe a gennaio?
«Di fatto sì, dovrebbe essere tutto ridisegnato. I Mondiali andrebbero al posto delle Finali e magari a toccare anche un ultimo appuntamento subito dopo le Olimpiadi. Bisognerebbe rivoluzionare il calendario del 2022, ma anche quello del 2021, perché nelle date del Mondiale si potrebbero inserire gare di Coppa del Mondo».

In caso di risposta affermativa, Cortina avrà la Coppa del Mondo nel 2021?
«Facciamo un passo alla volta, se viene accettato il Mondiale chiederemo automaticamente l’inserimento di qualcosa, può essere che si chieda l’evento per provare una pista. Noi andremo al consiglio FIS del 1° luglio con molta determinazione se avremo tutte le condizioni e la certezza dello spostamento. Nel caso ci fossero problemi, anche poche ore prima non porteremo avanti il progetto: siamo consapevoli che ci potrebbero essere dei gruppi che possono osteggiare questo percorso, quest’anno è particolare e ci sono anche le elezioni. Sicuramente abbiamo il supporto delle nazioni più importanti». 

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