Killian Albrecht: «Bisogna ascoltare gli atleti»

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È apparso questa mattina sul sito ski.freesponsible.info l’opinione del rappresentante degli atleti in FIS, l’austriaco Killian Albrecht a proposito delle nuove regole sull’attrezzatura proposte dalla FIS. Opinione che ha anticipato l’invio di una lettera ufficiale alla federazione internazionale, sottoscritta da quasi 200 atleti di 16 nazioni nazioni, con la richiesta di rivedere questa proposta di regolamento e una serie di suggerimenti alternativi. Ecco l’intervento integrale di Albrecht.

«Come avevo già affermato nel corso della riunione di Portoroz, ho raccolto sempre più critiche da parte degli atleti a proposito della preparazione delle piste di gara. È opinione unanime che il manto nevoso uniforme dalla partenza all’arrivo possa aiutare molto di più a prevenire gli infortuni che modificare le regole sulle misure degli sci.
Ci tengo a precisare che questo è ciò che sostengono gli atleti, coloro cioè che rischiano l’incolumità e talvolta la vita sugli sci. Si tratta di persone mature e responsabili, che sanno esattamente ciò che stanno facendo: per questo motivo mi auguro che la FIS tenga in seria considerazione la loro opinione. Vorrei anche mettere le mani avanti nel prevenire la possibilità che la FIS possa dire di aver fatto un tentativo di rendere più sicuro questo sport, ma che siano stati gli atleti ad opporsi. Se si trattasse di suggerimenti ragionevoli e sensati, come ad esempio sulla massima lunghezza possibile degli sci o cose analoghe, gli atleti sono i primi a prenderli in considerazione. In chiave futura mi auguro che la voce degli atleti abbia più peso, perché parlano a favore della sicurezza nel nostro sport. È la più importante risorsa per comprendere a fondo le forze e i rischi che entrano in gioco nella sciata, con l’utilizzo di determinati attrezzi, piste o tracciati. Non vogliamo che lo sci alpino venga danneggiato e perda di interesse, dato che in giro ci sono molti altri sport ricchi di fascino. Perciò mi auguro che in futuro ci sia un migliore dialogo con la FIS sulle questioni importanti e che la maggior parte degli atleti sappia dar forza ad un’opinione corale e condivisa
».

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