Day 11 – Svindal primeggia, ma sono tutti attaccati

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Male gli azzurri, in gigante proprio non ci siamo

Un gigante corto e poco selettivo oggi a Garmisch. La partenza è stata abbassata di nove porte a causa della fitta nebbia che già ieri aveva complicato lo svolgimento del gigante femminile. Nella seconda manche potrebbe facilmente rovesciarsi la classifica, dati i distacchi decisamente irrisori. Aksel Lund Svindal, col numero due, ha avuto la meglio su tutti, disputando una manche di potenza abbastanza pulita. Philipp Shoerghofer però gli alita sul collo. Solo cinque centesimi separano i due, che hanno fatto una discesa quasi parallela. L’austriaco ha letteralmente sbranato il muro, ma ha ceduto al norvegese parecchi centesimi preziosi sul piano finale. "La gara di oggi – racconta Schoerghofer – si decide in gran parte nei venti secondi dell’ultimo tratto". Terzo un Ivica Kostelic in grande rispolvero, ha fatto segnare degli ottimi parziali nei tratti più scorrevoli difendendosi bene sul ripido. A testimonianza del fatto che questo gigante non è estremamente tecnico. Quarto Ted Ligety, partito col numero uno, ha subito un po’ la pista, faticando a trovare il ritmo. Solo ventisette centesimi lo dividono dalla prima posizione, potrà scatenarsi nella seconda manche. Poi quinto Didier Cuche, sesto Carlo Janka, ottavo Gauthier de Tesseries e nono Kjetil Jansrud a soli 93 centesimi. Un gigante poco selettivo, ma in cui bisognava scendere con tattica, agire con intelligenza. C’era un solo passaggio cruciale: una lunga di immissione sull’unico muro, in contro pendenza su terreno ondulato e ghiacciato. A dare il meglio in quel passaggio, i nostri azzurri. Non ce n’è stato uno che abbia ragionato, tenendo il vincolo fino alla fine e infilando ‘con i denti’ la porta successiva, decisiva per sciare bene sul muro. Davide Simoncelli è passato meglio di tutti i suoi compagni di squadra, ma ha perso una vita sul piano finale, diciottesimo a 1"64. Meglio Manfred Moelgg, che però ha fatto fatica ad entrare in gara, discontinuo a tratti, è stato l’azzurro che si è difeso meglio. Termina undicesimo a 1"29. Senz’altro deludente la prova di Massimiliano Blardone. Già nel primo tratto aveva accusato il pianoro a lui poco congeniale, ma è sul passaggio decisivo che ha letteralmente gettato la gara senza usare la testa. Addirittura fuori dai trenta a 2"35 da Svindal. Giovanni Borsotti poteva salvare la situazione, ma ha deciso di sdraiarsi sul piano prima del muro e si è piazzato immediatamente alle spalle di Blardone. La seconda manche è prevista per le 13.30, se ne vedranno delle belle.

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