Kitz vince facile

Non ci sono dubbi, la Streif ha un fascino enorme e l’evento che si ripete a Kitzbuehel da quasi 80 anni richiama un interesse quasi ineguagliabile, per qualsiasi altra località. Siamo nel tempio dello sci, nella nazione dove questo sport fa la concorrenza al calcio, in una località rinomata e prestigiosa. A pensarci adesso, a caldo, anche gli imminenti Campionati del Mondo di Sankt Moritz sembrano piccoli in confronto. Qui si respira la tensione già dai primi giorni di prova. La Streif non consente errori e gli atleti lo sanno. Si vedono facce di tutti i tipi, da quelle quasi impaurite a quelle determinate e concentrate a livelli inverosimili. Il silenzio che regna in partenza è surreale così come l’apparente indifferenza quando la gara o prova che sia, viene interrotta per interminabili minuti a causa di una caduta. Kitzbuehel va vista dal vivo, almeno una volta nella vita. La tecnica fa sempre la sua parte, ma il coraggio risulta ancor più determinante. Affrontare la Streif con riserva significa correre rischi maggiori e non ci sono vie di mezzo. Chi lotta per la vittoria, attacca la pista senza riserve, ma senza mai superare i propri limiti. Gli errori si pagano cari e la storia dell’Hahnenkamm lo insegna bene: tante cadute e purtroppo, numerosi infortuni negli anni.

STREIF – La partenza fa davvero paura, una picchiata che in pochi metri consente di superare i 100 km/h, su una lastra di ghiaccio che porta alla famosa Mausefalle, dove dall’alto si vedono sparire gli atleti nel vuoto. Così come dal traguardo, impressiona vederli sbucare come missili dal Hausbergkante per affrontare lo Schuss finale a oltre 140 km/h. Non mancano altri passaggi da brivido (su tutti la Steilhang), così come i tratti di scorrimento, a rendere la Streif non solo difficile, ma anche completa.

STADIO, TRIPUDIO, GRANDI OSPITI – Per questo, ogni anno si materializza uno stadio naturale pieno zeppo di folla. Tra i tanti appassionati, spiace dirlo, troviamo anche persone ciniche, magari sotto l’effetto dell’alcool, in attesa della caduta spettacolare. Forse anche questo è Kitzbuehel e fa parte del gioco, chissà, ma non riguarda coloro che amano davvero lo sci, consapevoli del duro e lungo lavoro che ha portato questi campioni ad essere in grado di affrontare la Streif. Quest’anno è andata bene: diverse cadute, sì, ma nessun infortunio, meno male. Sono stati contati 50.000 spettatori, il giorno della discesa. Alla base di un simile successo organizzativo c’è sicuramente la tradizione dell’evento che con il passare degli anni non fa altro che rinnovarsi. I vincitori che si alternano di anno in anno, fanno la storia di questo luogo e di questo sport. Va però detto che la macchina organizzativa è perfetta. Gli sponsor pesanti non mancano, per un business da diversi milioni di Euro. Ogni dettaglio è curato con attenzione maniacale. Eventi di contorno, cene di gala, musica e festa lungo le strade, trasporti organizzati, premiazioni-spettacolo con migliaia di tifosi e tanto altro. Grandi nomi dello sport, cinema, spettacolo e politica occupano ad ogni edizione le tribune VIP. E’ stato prodotto il film One Hell of a Ride, assolutamente da vedere, bellissimo.E poi, la televisione. La produzione delle immagini non ha eguali e la TV nazionale dedica uno spazio alle Hahnenkamm Rennen pari o superiore a quello occupato in Italia dai grandi eventi calcistici. Oltre alla gara, approfondimenti, analisi tecnica, premiazioni, interviste serali in studio con i primi tre classificati e perfino la riunione di giuria, tutto rigorosamente in diretta. Insomma, una gara e un luogo magici, uno spettacolo con un audience pazzesco ed un enorme business, al di là del campione del momento che non deve essere per forza austriaco. Come nel caso di Dominik Paris, fantastico vincitore di questa edizione, capace tra l’altro di ripetersi dopo il trionfo del 2013.

ORA SCHLADMING – Certo, da domani guarderemo con altrettanta attenzione alle prossime gare, cominciando da Schladming, non certo inferiore a Kitz in termini di pubblico. Allo stesso tempo però, non vediamo l’ora di tornare qui, per una nuova puntata di grande spettacolo.

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