Soelden, top&flop del weekend che ha aperto la Coppa del Mondo

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TOP 

Alexis Pinturault: re sul Rettenbach. Davanti sempre a Sua Maestà Marcel Hirscher. La forza di Pintu non sta solo nel vincere. I suoi trionfi vengono amplificati perché oggigiorno è l’unico che sa suonarle all’austriaco (in gigante).

 

Zan Kranjec: prima top ten e subito un quarto posto. Classe 1992, lo sloveno sbalordisce per gli equilibri e la tendenza ad attaccare sempre. E un quarto posto in gigante vale quasi una vittoria visto la concorrenza spietata.

Kranjec (@Zoom Agence)
Kranjec (@Zoom Agence)

I tifosi di Soelden: ventimila per il gigante maschile. Tifano, suonano, cantano, ballano. E bevono. Una bolgia impazzita, una festa non solo di sci. Se si pensa ad altre località viene celere la tristezza…

Marta Bassino: atteso, d’accordo, ma non per questo scontato. E’ il primo podio nel circuito della ventenne di Borgo San Dalmazzo. Che non sarà potente, ma leggere come nessun altra sulla neve. Il primo di una lunga serie?

Petra Vhlova: avevate dei dubbi su Livio Magoni? Fugati. In un team piccolo e privato lavora ancora meglio. Ottava con pettorale 55. E adesso arriva il “suo” slalom. Sarà lei l’anti-Shiffrin?

Sofia Goggia: bloccata a letto tre giorni prima della gara con la schiena in fiamme, corre sotto antidolorifici e tira fuori la sua migliore prestazione in gigante su una pista durissima. Adesso vogliamo il podio.

FLOP

Gli italiani (maschi): sbagliano tutto: approccio alla gara, adattamento, sciata. Una debacle totale. Si salva solo Luca De Aliprandini.

Marcus Sandell: ha buttato via una grande occasione l’alfiere del nostro Alessandro ‘Capitan Futuro’ Serra. Settimo dopo la prima, stava volando verso il podio, ma poi si è piantato.

La FIS: nulla da togliere al gigante femminile, sia chiaro. Ma non sarebbe meglio anticipare al sabato quello maschile? Le attenzioni dei giorni precedenti al week-end sono focalizzate sulla gara delle donne e la gara degli uomini sembra un’appendice finale alla lunga, entusiasmante e allo stesso tempo sfinente settimana di Soelden.

Le “big”?: dove sono finite? Brem 26esima a oltre cinque secondi dalla Gut; Weirather 15esima, giusto davanti a Holdener e Gagnon. Brignone nona sulla pista dove lo scorso anno aveva dominato la concorrenza. Drev decima a oltre tre secondi… Ok, siamo solo alla prima, no ai processi sommari. Ma ora urge una sterzata.

Brem a testa bassa, solo 26esima sul Rettenbach (@Zoom agence)
Brem a testa bassa, solo 26esima sul Rettenbach (@Zoom agence)

Altre azzurre: tre nelle dieci, d’accordo. Ma anche tre nomi pesanti neanche qualificate alla seconda manche. Diamo l’attenuante a Elena Curtoni per l’infortunio e il poco allenamento. La sorella Irene, invece, un anno fa finiva nelle dieci sul Rettenbach… E l’involuzione di Nadia Fanchini tra le porte larghe ahinoi continua.

Worley: la davano rinata, di nuovo in grado di sciare come nel 2013. Un sesto posto a 2”82 da Gut per una come Tessa (8 vittorie e 13 podi in Coppa in gigante, oro iridato 2013, bronzo 2011) non significa ancora nulla. Per ora…

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