LIVE – Elena Curtoni: «Per Soelden deciderò solo all’ultimo»

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Una “rincorsa” lunga una settimana: per trovare una condizione almeno decente e presentarsi al via con convinzione fra sei giorni. Magari facendo pure bene, perché queste situazioni si verificano, nello sci e anche in altri sport. Spesso con la mente libera e (causa infortunio) poco allenamento (fatto bene), si può sorprendere. In attesa di mettersi al passo con le altre attraverso la lunga trasferta nordamericana, che quest’anno scatterà con largo anticipo. Elena Curtoni ha finalmente (quasi) risolto il problema alla gamba destra, è tornata a forzare in allenamento (magari non ancora al cento per cento) e sente lentamente salire la condizione in vista dell’opening di Coppa del Mondo in Austria, il 22 ottobre. I prossimi quattro giorni di allenamento in Val Senales saranno per lei decisivi, ma i dubbi sulla sua presenza o meno a Sölden li scioglierà comunque a poche ore dal via. Un anno fa la valtellinese chiuse 14esima, primo risultato positivo sul Rettenbach. Posizione assolutamente migliorabile.

PAROLA A ELENA – «Non sono indietro di condizione in realtà, sto abbastanza bene – ci dice proprio Elena da Bolzano, per FISI in Tour -. Ho sciato in Senales, forzando un po’. Dovrebbe essere tutto a posto. Per la gara gara di sabato deciderò comunque solo all’ultimo momento. Voglio essere competitiva e partire decisa e convinta. Mi restano quattro giorni di lavoro per migliorare la condizione. Anche a livello cronometrico non andava così male come potevo pensare, ero lì con le altre nei giri fatti in ghiacciaio. Non risultato ultima con distacco, insomma… E per questo devo dire sono contenta, visto che alla fine mi sono allenata solo tre giorni “veri” tra le porte larghe. In ogni caso, se dovessi decidere di partire lo farò senza grosse aspettative dato che principalmente ho svolto un buon allenamento in palestra, ma non sulla neve. Copper Mountain? Sì è vero staremo via più di un mese e avremo tutto il tempo per prepararci al meglio. La trovo sinceramente una notizia bellissima e una scelta molto utile. Portare avanti tre discipline con dieci giorni di tempo significa avere l’acqua alla gola. Con il doppio dei giorni è un’altra storia. Così saremo più tranquille e potremo prenderci le nostre pause, senza rischiare troppo. Bisogna stare molto attenti in Colorado, perché l’altitudine può giocare brutti scherzi, non va sottovalutata. Insomma, in America sosterrò un bel periodo di allenamenti tra Vail, gigante e slalom, e appunto Copper Mountain».

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