Ushuaia, il bilancio della squadra Svizzera

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Allenamento di buon livello in Sudamerica. Ma altro viaggio odissea…

Per tre settimane, la squadra femminile svizzera di sci alpino volata in Sudamerica (velociste e slalomiste assieme, a Ushuaia, in Argentina) ha potuto godere di condizioni d’allenamento quasi ideali. Per tutte, considerata anche la disponibilità delle piste, l’obiettivo era soprattutto quello di lavorare sulla tecnica e proprio nelle discipline tecniche, ma c’è stata la possibilità di allestire, grazie anche alla pazienza e bravura degli allenatori, piste d’allenamento per la velocità. In più, le atlete hanno potuto fare alcuni giri anche con i ragazzi, il che non guasta mai soprattutto per loro, e confrontarsi anche con atleti austriaci e italiani. 

ODISSEA – Persino Gisin e compagne, però, esattamente come Nadia Fanchini e Federica Brignone, hanno dovuto affrontare un viaggio d’andata aereo tutt’altro che semplice e privo di inconvenienti. Prima forti turbolenze, poi la minaccia di uno sciopero in Spagna, dove l’aereo ha effettuato uno scalo, che ha fatto ritardare di quasi un giorno il volo  Barcellona-Buenos Aires. Ovviamente tutto questo non ha permesso poi alle ragazze di trovare subito la coincidenza per Ushuaia e la squadra è arrivata a destinazione con ulteriori sei ore di ritardo, rispetto al programma. 

INFORTUNI – In più, gli infortuni immediati alle ginocchia di Joana Hählen e Nadja Kamer-Jnglin hanno rappresentato un altro momento difficile e triste per tutto il team. Hählen dovrebbe purtroppo saltare l’intera stagione, mentre Kamer, che ha sofferto di danni alla cartilagine, ancora non conosce esattamente i tempi di recupero. Problemi che hanno destabilizzato tutta la squadra per qualche giorno, ma successivamente i compagni e le compagne sono comunque riusciti a riprendersi dallo shock e proseguire l’allenamento con coraggio e impegno. 

DOMINIQUE GISIN Dal suo blog ufficiale, la campionessa olimpica di discesa libera a Sochi 2014, ex aequo con Tina Maze, Dominique Gisin, ha commentato così le sue settimane di lavoro in Sudamerica:  «Anche quest’anno non sono purtroppo riuscita ad organizzare l’uscita a Capo Horn e visitare finalmente il punto più Meridionale del Suamerica. Gli allenamenti hanno chiaramente avuto la priorità e a causa delle condizioni meteo che mutavano giornalmente, è stato necessario un ulteriore investimento a livello di energie per adattarsi alla nuova situazione. Inutile dire che tutto questo lavoro supplementare ci servirà su tutto l’arco della stagione. Il meteo a volte ballerino ha portato un fronte di aria calda con neve pesante e inzuppata di acqua, ma grazie all’impegno dei nostri allenatori siamo sempre riusciti ad organizzare allenamenti di alto livello. Una situazione di questo tipo ha naturalmente richiesto una maggiore flessibilità da parte di tutti. In Suamerica ho nuovamente messo ai piedi gli sci da slalom e l’ho fatto con mia sorella, Michelle. Anche il gruppo delle slalomiste ha infatti fatto tappa alla Fine del Mondo. Le ultime tre settimane di allenamento sono state decisamente positive sotto tutti gli aspetti. Posso dire di avere circumnavigato con successo Capo Horn. Ora si torna in Europa per le ultime settimane di preparazione in vista dell’inizio della nuova stagione a Sölden. Sono molte felice di ricominciare». 

 
 
 

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