Cosi' pero' fa male

Pubblicato il:

Sochi 2014 Live – 'Pioveva, non vedevo, ho dato tutto…'

Non c’è più nessuno a Rosa Khutor. La pioggia continua a infierire e ferire. Nadia se ne sta incappucciata e bagnata nel parterre, stordita e desolata. Ha appena finito di piangere abbracciata a Denise Karbon, un pianto di rabbia, che però si trasforma in un sorriso, più di rassegnazione che ovviamente di gioia.

MAI DIRE MAI – Innanzitutto brava, bravissima Nadia. Anche oggi nel gigante olimpico di Rosa Khutor, ancora una volta la bresciana di Montecampione ci ha ricordato di essere una campionessa. Mai dire mai quando questa ventisettenne camuna si presenta al cancelletto di partenza. Può sempre inventarti una gara da paura, una manche sensazionale. Può arrivare sul podio, vincere. Poche atlete in questi anni hanno dimostrato in Italia di avere così tanta classe nel riemergere dopo infortuni lunghi e complicati.

IMPREVEDIBILMENTE UNICA – E’ quella classe che cambia i programmi, distrugge i pronostici, lascia a bocca aperta l’opinione pubblica  e i tifosi. Ah…cosa sarebbe stata una medaglia di bronzo! Imprevedibile, soprattutto imprevedibilmente unica. Una carriera costellata da incidenti clamorosi, da medaglie e vittorie significative e anche da incomprensioni in squadra, anche se parliamo di acqua passata.

NADIA NELLA FINISH AREA– Ecco la dolce Nadia: «Brucia perchè quando sei terza pensi già alla medaglia. Invece ho chiuso quarta a solo 11 centesimi dalla gloria. Quest’inverno, queste Olimpiadi, non sono state certo eccezionali. Mi sentivo bloccata, forse la voglia di riscatto, di strafare, di far risultato. Allora ieri alla vigilia ho pensato a liberare la mente ed attaccare senza tentennamenti, preoccupazioni, paranoie. Sono una che pensa si, ma sono dura a morire. Sciare in gigante sono capace, in allenamento vado forte, ero davanti anche alla Rebenbsurg ad esempio. La seconda manche? Nevicava e pioveva, non vedevo nulla. Non sono partiita benissimo dal cancelletto, poi sulle onde ho fatto un errore, mi sono disunita. Quarta per undici centesimi….». E’ già Nadia. E’ mancato poco. Ma non sarà certo la tua ultima occasione, la tua ultima battaglia. Otto podi e una vittoria in Coppa del Mondo e due medaglie iridate non rappresentano il tuo valore.

Ultime notizie

On the edge: World Cup Ski Racing, la serie che racconta il dietro le quinte degli atleti

Dopo i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, lo sci alpino lancia una...

Roda: «Pini? Ci parleremo: i continui cambi non fanno bene. Brignone? Credo che andrà avanti»

Sotto la fitta nevicata di Anterselva, la stella Dorothea Wierer saluta il mondo delle...

The Series 2026 di Energiapura decolla da Cortina d’Ampezzo

La Regina delle Dolomiti lancia la Regina delle spiagge. Da Cortina d’Ampezzo a Jesolo,...

Tornano le giornate studente-atleta dello Ski College Falcade

Anche quest’anno lo Ski College Veneto di Falcade, propone in collaborazione con l’istituto Follador...

Altro dal mondo neve

Nagano 1998. Deborah Compagnoni, oro infinito. Il terzo di una leggendaria carriera

Agento nel sole, oro nella bufera. Magari cantando sotto la pioggia, come amava fare...

Deborah Compagnoni, lampo azzurro ad Albertville 1992. Gioia in superG prima delle lacrime

In Savoia, nel febbraio del 1992, per il suo esordio olimpico, Deborah Compagnoni, 21...

Calgary 1988, sei centesimi per fermare il Festival di Sanremo. Tomba e il bis in slalom

Una data iconica, il 27 febbraio. Anche e soprattutto per due campioni emiliani provenienti...