Lo ski cross azzurro in difficoltà

5
1344

In squadra solo due atleti, Karl Heinz Molling e Massimiliano Iezza

A Vancouver sarà la prima volta dello ski cross in versione disciplina olimpica. Ma qual è lo stato di salute dello ski cross in Italia? «Da noi – spiega il ct azzurro Gianfranco Collinassi – non ha avuto lo sviluppo che tutti si attendevano. Anzi. Lo ski cross fa parte del freestyle, ma ha tutte le caratteristiche, a parte il fatto di gareggiare in quattro, dello sci alpino. E poi si sa da anni che sarebbe diventato olimpico, ma nessuno sci club ci ha creduto, direi che quasi sia stato osteggiato. Ci sono poche gare così alla fine ci troviamo con pochissimi giovani che ai avvicinano a questa disciplina. Chissà, vedendolo in televisione da Vancouver qualche ragazzo si appassionerà». La squadra azzurra resta così nelle mani dei veterani: «Di fatto l’Italia dello ski cross si ferma a due atleti, a Karl Heinz Molling e Massimiliano Iezza, gli unici che fanno Coppa del Mondo. Ormai sanno gestirsi nella preparazione; il primo raduno lo faremo a fine settembre, sperando di trovare qualcuno almeno per allenarci in quattro…».

5 COMMENTI

  1. buongiorno, ma a proposito di ski cross, io ho una figlia di 15 anni che pratica sci alpino agonisitico da 8 anni con discreti risultati ma è ultimamente mi dice spesso che le piacerebbe provare a fare ski cross. Qualcuno sa se esisitono sci club , squadre alle quali ragazzi giovani 14-15 anni possano iscriversi per gareggiare seriamente???? Esistono dei circuiti, regionali o nazioanli come per lo sci alpino ???? grazie per l'attenzione.

  2. Scrivo un anno dopo l'ultimo post solo per dire che questa disciplina in Italia e'stata uccisa da una federazione, la FISI, che riesce ad asfissiare con regole inutili e tecnici ignoranti e supponenti, anche quelle discipline che vivrebbero di vita ( e finanze) proprie. lo Skicross aveva un' organizzazione, la Spiagames, che in Italia organizzava magnifiche gare e sulla sua scia un gruppo numeroso di entusiasti si stava lanciando nell' organizzazione. Quando la FISI ha chiamato alla direzione della Nazionale di Skicross personaggi del freestyle che nulla avevano a che spartire con la disciplina se non l' interesse ( nuova disciplina: piu' careghe e qualche soldino a foraggiare), pian piano grazie alle lungimiranti idee di questi sedicenti tecnici ( Collinassi in testa), si e' ridotto a Iezza e Molling, validissimi atleti ma senza un vivaio dietro. Risultato: a Vancouver nessuno, rientro in gara di promozione l' altra sera e vedo i redivivi Iezza e Molling che le danno ancora alla squadra ufficiale e trovo in "nazionale" dei ragazzi spuntati da chissa' dove che sono appena stati in Canada e nessuno di loro si e' qualificato. Mi auguro solo che siano andati a spese loro, visto che quando correvo io chi non si qualificava non veniva spesato ( e la FISI versava in condizioni finanziari e migliori di adesso). Una piccola vergogna all' italiana, la solita pastoia di quattro veci che nulla hanno da spartire con lo sport. onore a tutti gli atleti, bravissimi, bravi e meno bravi dello Skicross, che hanno rischiato e rischiano le gambe per divertirsi e divertire!

  3. Vi posso assicurare che forse i genitori osteggiano questo tipo di disciplina ma da genitore con un figlio di 16 anni che l'anno scorso dopo 10 anni di gare ha voluto gareggiare per la prima volta in una gara di skycross vi posso assicurare che non è facile.
    Le gare sono tutte di Campionato Europeo,Gare in Italia non ne esistono e l'unica a cui era iscritto ( Frattura di due vertebre il giorno prima) è stata quella di Bormio. In italia sembra una disciplina per pazzi, non pensate che però in libera -Super G o Gigante ci si faccia meno male. Le piste sono inesistenti ( a detta dei gestori degli impianti hanno dei costi e pochi guadagni) e quindi come si può sperare che questa disciplina possa avere un futuro? Infatti guardando gli ordini di partenza sia delle gare di Coppa Europa che del Mondiale l'età media supera i 30 Anni.Speriamo che ci sia almeno un aiuto dalla federazione per i ragazzi che vogliono intraprendere questa splendida disciplina visto che gli sci club sono inesistenti.

  4. Diciamo che dello sci alpino richiede la piena padronanza del gesto e la capacità di gestire il corpo ad alte velocità e in volo. Per la componente acrobatica e di contatto si avvicina al mondo freestyle. Per me, comunque, è una gran bella disciplina e sarebbe ancora più bella se immaginata su una vera pista da Coppa del Mondo. Si parte in quattro, chi arriva prima vince. Che figata, no?:P

  5. Il fatto che da noi bisogna prima essere dei discesisti o almeno dei super gigantisti provetti per potersi avvicinare allo ski-cross.
    I genitori secondo me sono i primi che osteggiano questa disciplina, che si avvicina come mentalità e tipo di allenamento veramente al MX più che allo sci alpino. Lo stesso gesto atletico mi sembra più snaturato, visto che va interpretato in funzione della tattica di gara e spesso non si può interpretare la traiettoria migliore.