Karoline Pichler, stagione finita

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Menisco rotto per l'altoatesina che stava 'volando' in Coppa Europa

Notizia devastante: una delle poche italiane in grado di regalare sorrisi con i suoi risultati in questo inizio di stagione è costretta a chiudere in anticipo l’annata, quando stava andando benissimo in Coppa Europa (due vittorie, cinque podi, primo posto nella classifica di specialità in gigante) e aveva centrato i primi punti in Coppa del Mondo. Karoline Pichler è ko, come spiega lei stessa sui social network.

MENISCO – «Due giorni fa ho avvertito un forte dolore all ginocchio destro – dice la ragazza di Monte S. Pietro -, pensavo che si fosse solo incastrato qualcosa, ma invece non era così. Ho fatto la risonanza: menisco rotto, in più in maniera molto complicata. Per me la stagione è finita qui! Al momento non so tanto cosa dire, mi sentivo veramente bene, sia fisicamente che anche mentalmente e poi è arrivato questo infortunio. Si apre un nuovo capitolo per me, anche se non so ancora bene come affrontarlo sono convinta di tornare con molta esperienza in più!. I prossimi mesi saranno veramente duri per me, ma so di avere persone accanto che mi daranno una mano!».

Un grandissimo in bocca al lupo, Karoline. 
 

 

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REDATTORE - Milanese, 39 anni, laureato in Lingue, sposato con Laura e papà di Giulia, appassionato di tanti (troppi) sport da sempre, amante delle discipline americane, è transitato attraverso esperienze nei quotidiani (Il Giorno, per il quale scrive ancora, Tuttosport, freepress), in Radio (Radio 24, AGR), Internet (Leonardo) e dal 2009 ha trovato la sua dimensione come telecronista di diverse discipline (sci, nuoto, tuffi, scherma, pallavolo, pallanuoto ecc.) su Eurosport Italia. Ma continua ad amare anche la scrittura alla follia e dall'aprile 2014 collabora con Race ski magazine

6 COMMENTI

  1. Ne ho parlato con allenatori ed addetti ai lavori(quelli seri)e tutti concordano con il fatto che la direzione presa dalla fis in termini di misure è ridicola,per lo spettacolo,per la salute.per il portafoglio delle famiglie.
    Proprio su questo ultimo punto vorrei soffermarmi:le nuove misure altra funzione non avevano,che far cambiare materiali ai gruppi fis,per puro e semplice business!!!
    e si,perchè restavano in giro sci di due tre stagioni ancora buoni da passare/vendere che precludevano il business alle case costruttrici,altro che salute degli atleti;e poco è importato che Ligety in testa combattessero una battaglia in favore del buon senso ed anche dello spettacolo se vogliamo,alcune teste di legno che decidono(ed incassano)hanno direzionato il timone verso questa scelta scellerata.
    Il male alla schiena regna sovrano in modo esponenziale in tutte le categorie,la lista di rotture articolari è infinita.

  2. Sono d'accordo con GPA é tutto da rivedere in materia di sciancrature e quindi ad angolo di curva. E la discesa libera va rivista, meno curve per i maschi , reintroduzione dei salti. Se ne vedono di più nello skicross…..bisogna rendere più moderno lo sci agonistico e contemporaneamente più sicuro. Gli attacchi vanno evoluti ed i turisti vogliono sci per carvare non per annoiarsi. Sul tema caschi invece sembra ormai che tutti abbiano capito che vanno usati. I tecnici si diano da fare sentendo il parere degli ATLETI….!!!

  3. Pessima notizia ma se fosse necessaria "solo" una revisione meniscale a marzo potrebbe essere tranquillamente in pista. Ovviamente per esprimersi bisognerebbe saperne di più,auguro a Karoline che sia così. Sci pericoloso: ne abbiamo già parlato altre volte,c'è stata una evoluzione dei materiali che ha portato a…..un'evoluzione delle lesioni. Una volta gli sci erano lunghi e dritti,gli scarponi molto meno rigidi,le curve in spazzolata. Ne derivava una maggiore incidenza di fratture ossee,prevalentemente tibiali o femorali,ma raramente una torsione articolare del ginocchio da rompere i legamenti e/o i menischi. Poi siamo passati alle sciancrature,agli scarponi alti e rigidi,alle piastre i primi tempi mostruosamente alte,e le lesioni si sono spostate rigorosamente sull'articolazione,sia per gli agonisti che per i turisti. In campo agonistico hanno decretato pericolosi i 27,che venivano abbinati a tracciati piuttosto filanti con porte a 27-28 metri,per passare al 35 (e 30 le donne),di per se già ben più impegnativo da girare,abbinandolo a distanze minori e angoli maggiori. Questo in primo luogo comporta una forza richiesta molto maggiore,che non tutti hanno specie a livelli di Junior,anche top (pensate alla differenza di coscia tra Hirscher e Kristoffersen) ed una ulteriore tendenza dello sci a bloccarsi sulla lamina e non permettere di invertire.E il gioco,purtroppo,è fatto. Gli attacchi,dal canto loro,non hanno subito uno sviluppo paritario,per cui vediamo regolarmente esterni scarichi che si sganciano quando non sarebbe il caso e,per contro,cadute rovinose in cui restano saldamente attaccati. E' molto difficile suggerire qualcosa di efficace,ma sicuramente i parametri da esaminare sono quelli sopra riportati. Io continuo a ritenere che l' avvento dei raggi più ampi non abbia assolutamente ridotto gli infortuni,per non dire che li ha incrementati

  4. Stiamo esagerando … non è possibile che lo sci sia diventato uno sport così pericoloso. Ormai un atleta sa a priori che prima o poi qualcosa si rompe. Bisogna cercare veramente di capire cosa poter fare per ridurre il rischio … tornare al raggio <27 ? … piste e tracciature diverse ? attacchi più "intelligeti" ? …chi può suggerire qualcosa di efficace ?