Gli istruttori e la questione delle divise

17

Si è aperto un nuovo dibattito in seno al mondo istruttori nazionali

Gli Istruttori nazionali, non solo di sci alpino ma anche delle altre discipline, per desiderio della Federazione Italiana Sport Invernali, verranno vestiti con una divisa del marchio delle squadre nazionali, ossia Kappa. I vertici di via Piranesi vogliono infatti avvicinare i mondi dell’agonismo e delle squadre con il variegato e significativo pianeta degli Istruttori, guidato oggigiorno dal toscano Giacomo Bisconti, già presidente del CAT ed istruttore di indiscussa esperienza. Una scelta che ci può stare, che va nella direzione di ottimizzare il marchio dello sci italiano in generale, una linea che può assolutamente essere condivisibile, fermo restando che l’Istruttore è, e deve rimanere, una figura autonoma.

DIBATTITO – Ma la questione sulle divise ha aperto all’interno della categoria dei ‘maestri dei maestri’, un importante dibattito. Infatti gli Istruttori, praticamente per la prima volta, dovranno pagare di tasca loro la divisa. E qua alcune osservazioni appaiono legittime. Ma è giusto che gli Istruttori, che hanno una visibilità eccezionale nel mondo dello sci e della montagna in generale, debbano pagarsi di tasca propria pantaloni e giacca per lavorare? Qualcuno ha sollevato una questione deontologica più che una mera disquisizione economica. Infatti, non possiamo negare, che tante aziende del settore fanno a gara a vestire gli istruttori personalmente con materiale nuovo, all’avanguardia, con anche prototipi, vista la oggettiva vetrina che può dare questa categoria. Quindi può stridere il fatto che debbano essi stessi a pagarsela. E poi, conti alla mano, può lasciare perplessi il costo dell’operazione.

PERPLESSITA’ SULLA SCELTA E I COSTI – Giacca, pantalone e wind stopper costerebbe quasi 500 euro e il prezzo, a dire la verità, da molti è stato ritenuto decisamente esagerato e fuori mercato per la categoria, associandolo invece ad un prezzo da semplice negozio. Così in questi giorni scambi di mail, telefonate, riunioni regionali, stanno animando queste giornate pasquali. Un confronto democratico si è aperto, ci sta, perchè il dibatiito è il sale della partecipazione. Certo che fa un po’ tristezza pensare che il mondo dello sci possa volare così basso. Dovrebbe essere il contrario a parer nostro. Tu azienda x o y che sia, vesti i nostri Istuttori e dai un contributo economico alla FISI come sponsorizzazione visto la visibilità ed il ritorno enorme che questa categora può dare…Ma è così difficile? E poi certo, sempre che la scelta di far pagare le divise non sia stata fatta per un’operazione di risanamento delle casse FISI…ma questo sarebbe un altro discorso.

17 COMMENTI

  1. Caro Ettoresnow la tua ineccepibile analisi ha un solo neo, evita palesemente di dire perché ci troviamo nella situazione da te descritta ovvero i grandi e gravi problemi causati nel corso degli ultimi anni da un gruppo di istruttori e dirigenti federali che hanno sempre inteso privilegiare i loro benefici economici anteponendoli a qualsiasi altro tipo di scelta. Non voglio tornare alla invereconda metodologia selettiva dell’ultimo Master, è sempre stato un porcaio, ma l’apice di Livigno 2014 non era stato mai raggiunto, la rilettura delle decine e decine di commenti, al netto di quelli solo insultanti, fornisce una chiara fotografia di quello che è il “club”. In questo contesto esemplificativi del livello di questi signori sono i commenti di alcuni addetti ai lavori ….. L’ eccellenza difficilmente alberga nei grandi numeri. Basta vedere come stanno proliferando numericamente i maestri di sci e gli allenatori per capire esattamente come vanno le cose e quali vengono considerate le priorità. Selezioni, corsi, corsi di aggiornamento e corsi propedeutici poco aggiungono alla qualità ma sono diventati una imprescindibile fonte di approvvigionamento anche per le asfittiche casse Federali. Le divise? Ben vengano ove la qualità degli indossatori fosse palese, ma molti è forse meglio che tali divise evitino di indossarle per non portare nocumento a quelli, purtroppo sempre meno numerosi che davvero avrebbero la competenza per rappresentare l’elite.

  2. Non è detto che in questi tempi le aziende corrano ad offrire divise, ma la cosa che è evidente in questa mossa che la Federazione è sempre più impersonata in un un’unica persona, il presidente Roda, che decide tutto in prima persona. L’insegnamento è un settore molto delicato, accostarlo sempre al mondo della competizione non risolve le problematiche che sono presenti nel settore insegnamento. L’obiettivo ha motivo di espandersi al fine di trovare il motore e la forza di diffondere sempre più la pratica degli sport di scivolamento ad un pubblico sempre più vasto e vario, solo ciò può essere motore di crescita dei mercati così in crisi. La divisa merita osservazioni approfondite, perché è l’immagine che si vuole dare al settore insegnamento, e in fondo allo sport stesso. Gli sport da scivolamento sulla neve, inteso come sci e snowboard, vedono da un lato l’affermazione di attività un po’ diverse da quelle tradizionali (ferrigni e freestyle), dall’altro, nella tradizione, un’attività nella quale i maggiori clienti dei maestri sono semplicemente i figli di quelli che già praticano tali sport. Manca la delicatezza e l’attenzione di rivolgersi accoglienti al più vasto pubblico possibile. Il problema è che l’istruttore dovrebbe essere prima di tutto un maestro, con quelle conoscenze ampie che di questi tempi sono reperibili molto anche da esperti extra settore, con la tecnica adeguata a quelle che sono le modalità di apprendimento del movimento dei più, piuttosto che essere accostato ai colleghi allenatori, che sono una specializzazione diversa del maestro. La Federazione, ovvero il suo presidente Roda, invece, spinge sempre di più sul valore atletico degli istruttori: un atleta senza neppure un’ora di insegnamento, appena diventato maestro, può diventare istruttore, cioè insegnare ad insegnare. L’’unico valore importante per rimanere istruttore è la verifica tecnica (=gara sociale) senza promuovere didattiche e metodiche innovative che puliscano il povero allievo dal marchio dell’ “errore” che inconsapevolmente è sempre presente nella sua scivolata.

  3. Non è detto che in questi tempi le aziende corrano ad offrire divise, ma la cosa che è evidente in questa mossa che la Federazione è sempre più impersonata in un un’unica persona, il presidente Roda, che decide tutto in prima persona. L’insegnamento è un settore molto delicato, accostarlo sempre al mondo della competizione non risolve le problematiche che sono presenti nel settore insegnamento. L’obiettivo ha motivo di espandersi al fine di trovare il motore e la forza di diffondere sempre più la pratica degli sport di scivolamento ad un pubblico sempre più vasto e vario, solo ciò può essere motore di crescita dei mercati così in crisi. La divisa merita osservazioni approfondite, perché è l’immagine che si vuole dare al settore insegnamento, e in fondo allo sport stesso. Gli sport da scivolamento sulla neve, inteso come sci e snowboard, vedono da un lato l’affermazione di attività un po’ diverse da quelle tradizionali (ferrigni e freestyle), dall’altro, nella tradizione, un’attività nella quale i maggiori clienti dei maestri sono semplicemente i figli di quelli che già praticano tali sport. Manca la delicatezza e l’attenzione di rivolgersi accoglienti al più vasto pubblico possibile. Il problema è che l’istruttore dovrebbe essere prima di tutto un maestro, con quelle conoscenze ampie che di questi tempi sono reperibili molto anche da esperti extra settore, con la tecnica adeguata a quelle che sono le modalità di apprendimento del movimento dei più, piuttosto che essere accostato ai colleghi allenatori, che sono una specializzazione diversa del maestro. La Federazione, ovvero il suo presidente Roda, invece, spinge sempre di più sul valore atletico degli istruttori: un atleta senza neppure un’ora di insegnamento, appena diventato maestro, può diventare istruttore, cioè insegnare ad insegnare. L’’unico valore importante per rimanere istruttore è la verifica tecnica (=gara sociale) senza promuovere didattiche e metodiche innovative che puliscano il povero allievo dal marchio dell’ “errore” che inconsapevolmente è sempre presente nella sua scivolata.

  4. Ha ragione Adone: la divisa federale la dovrebbero usare i maestri di sci! Con gli sponsor FISI, e un (piccolo) spazio per lo sponsor della scuola locale. Per la Federazione e i suoi sponsor rappresenterebbe un riscontro ENORME.
    Gli istruttori… chi li conosce?

  5. La visibilità degli istruttori in quanto tali è molto limitata,perchè la maggior parte lavora normalmente come allenatore o maestro.Nell'ambiente sono molto rispettati,ma in effetti vengono allo scoperto solo quando si fanno le selezioni o le preparazioni per le stesse. Indubbiamente ha molta più visibilità un maestro. Non credo sia un grosso problema nè un'offesa far comprare la divisa,però si potrebbe ragionare sul come farli vestire per avere un ritorno alla federazione. Ad esempio se gli istruttori indossassero il completo uguale alla Nazionale,senza la scritta ITA posteriore,con una bella scritta ISTRUTTORE davanti,e con tutti gli sponsor federali,e fossero obbligati a vestire così anche quando magari fanno lezione ad un principiante,esentati dall'uso della divisa della scuola di appartenenza,tale divisa potrebbe essere fornita gratuitamente e si potrebbe chiedere qualcosa in più agli sponsor data la ben ulteriore diffusione rispetto ai soli atleti e tecnici nazionali.Ma probabilmente questa è solo utopia ed è molto più facile decidere qual è la ditta che dovrà fornire le divise rigorosamente da pagare. Pensate al business che c'è dietro le divise degli sci-club

  6. EH SIII… SONO PROPRIO QUESTI I PROBLEMI LEGATI AL MONDO DEGLI ISTRUTTORIi!!! Da appassionato di montagna e di SCI, un professionista lo si vede subito da come si muove in montagna, da come scia e non dal vestito che indossa…. Forse sarebbe meglio sciare con un kilt irlandese o con un paio di lederhosen bavaresi ed investire un po di soldi sugli aggiornamenti per le nuove tendenze dello sci… che pultroppo li "siamo veramente i peggiori"…

  7. ma dov'è il problema? Guadagnano un fracco di soldi, specie coloro che preparano gli aspiranti maestri e si fanno problemi per pagarsi una divisa? Non sono gli unici che si devono pagare gli 'abiti da lavoro'….

  8. ma che se li fila gli Istruttori, lavorano tra solo fuori stagione in posti come Stelvio e Tonale e solo a contatto con aspiranti maestri che compreranno poi la divisa che il collegio impone.
    Al contrario Maestri che lavorano a Sestriere Courmayeur Madonna o Cortina dovrebbero ricevere le divise a titolo di sponsorizzazione

  9. Ecco uno dei tanti sistemi per ringraziare della sponsorizzazione passata e futura. Non oso pensare cosa succederà se non rinnoveranno la sponsorizzazione…??cambiano le divise??… che affare per chi gli succederà!!

  10. ha ragione "Ararat"….. se fossi il presidente della FISI farei comperare la divisa dello sponsor federale anche a tutti i maestri di sci, così contribuirebbero a coprire le spese delle attività agonistiche. vai Flavio vai