Feuz, oro, manda in delirio il pubblico, l’Italia affonda. Nono Peter Fill: «Abbiamo sbagliato i pettorali»

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Feuz, Guay e Franz: questo il podio della discesa libera iridata. Ma il serpentone del Maloja, il sole e la visibilità hanno fatto ancora una volta la differenza. Sono stati premiati i pettorali più alti e, se vogliamo, in parte penalizzati gli altri. A farne le spese sono stati anche gli azzurri, lontani dal podio in una giornata che per l’Italia è di nuovo cupa. A dirlo non siamo noi, è lo stesso Peter Fill ad averlo ammesso: «Ho fatto la scelta sbagliata del pettorale, ci va anche fortuna – dice il carabiniere -. Abbiamo scelto i primi perché in prova la pista diventava sempre più lenta con il passaggio degli atleti, oggi invece è successo il contrario. Non sono tanto dispiaciuto della gara, sono dispiaciuto di non avere avuto la fortuna giusta che ci vuole in queste giornate. Peccato ho sciato bene, fatto un piccolo errore».

ORO AL FAVORITO – Intanto la medaglia d’oro è andata al collo di Beat Feuz, il grande favorito non solo della vigilia, ma da parecchio tempo. Un altro titolo che rimane in Svizzera e che manda in delirio i tifosi. E poi Erik Guay, che si regala un’altra splendida perla: dopo il titolo iridato in superG si prende uno strepitoso argento, a 12/100 dall’elvetico. Da dietro è arrivato anche Max Franz. L’austriaco è terzo e festeggia la prima medaglia iridata.

Dominik Paris ©Agence Zoom
Dominik Paris ©Agence Zoom

FILL NONO – Gli italiani hanno fatto la loro gara: Dominik Paris scende a tutta e va in testa, Peter Fill parte per un posto al sole e passa in testa. Poi le cose cambiano, sembra profilarsi di nuovo un grande legno, invece gli azzurri arretrano sempre di più. Peter Fill finisce al nono posto, Dominik Paris è undicesimo. «C’era un po’ di nebbia, non grande visibilità, ma poi si vedeva bene sui salti grandi – dice Paris -. Ho fatto bene, le sensazioni era buone, per quello sono abbastanza contento. Non sono riuscito a trovare la chiave di lettura, quando vedi la luce verde sei sempre soddisfatto, ma poi la pista si è velocizzata».

Kjetil Jansrud ©Agence Zoom
Kjetil Jansrud ©Agence Zoom

SCONFITTO JANSRUD – Grande delusione per la Norvegia e Kjetil Jansrud. I vichinghi sono rimasti a guardare, nessuna medaglia per loro, un grande colpo, con Janrsud che è passato inviperito al media center. È quarto, pari merito con l’elvetico Patrick Kueng.

MATTIA CASSE – Mattia Casse è partito bene, i suoi primi intermedi erano verdi, poi ha lasciato tanto nel finale, concludendo la prova in ventesima posizione.

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