Canzio: «Momenti indimenticabili». Schenal: «Frutto di un progetto». Dalmasso: «Semplicità e talento»

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Sempre più in alto. Non finisce mai di stupire Pietro Canzio: il triestino dello Ski College Veneto e punto di forza del Comitato regionale continua a dimostrare, a questo punto possiamo usare i termini, classe e talento. Classe ’98, secondo anno Aspiranti, è in testa al Gran Premio Italia Giovani ed è nettamente l’Aspirante più competitivo. Ammazza le FIS, vince e convince, e come se non bastasse, va in Coppa Europa e subito entra nei trenta in slalom. Tanta roba. La sua convocazione, scontata, per Lillehammer, non presupponeva tuttavia un podio, tantomeno in superG. Ma Pietro è un talento, e come tale può lasciare il segno sempre e comunque. Un ragazzo che stupisce per serietà, ma soprattutto per vivere lo sci con estrema serenità. La serenità dei campioni, che si traduce nella consapevolezza di essere un atleta valido, vincente. Un ragazzo molto determinato, votato all’impegno, sicuramente umile. E ancora, un giovanotto che non si lamenta della neve troppo molle, della pista poco ripida, del tracciato poco filante: alla faccia della scuola italiana ‘spigolo dipendente’, lui va. E vince. Pietro, per tutti Ciulù, non ha perso l’oro per 3 centesimi: il suo è un argento tutto conquistato, un podio bestiale, pazzesco.

ECCO PIETRO CIULU’ CANZIO – Ecco cosa ci dice dopo la medaglia d’argento vinta sulle nevi norvegesi a cinque cerchi di Lillehammer Pietro ‘Ciulù’ Canzio: «Che risultato, la stagione è sicuramente eccezionale. Gara dopo gara, è sempre una bellissima sorpresa. La scorsa estate non mi sarei certo immaginato di vedermi sul podio delle Olimpiadi Giovanili, vivo con entusiasmo questi momenti indimenticabili. La pista? Bella perchè varia, un superG tecnico. Una medaglia fantastica, arrivata nella disciplina in cui ho lavorato un po’ meno, anche se con Ski College e Comitato abbiamo lavorato su tutte le discipline e soprattutto su tutti i pendii. Adesso aspetto le prossime gare con fiducia».

PAROLA A PIETRO DALMASSO – Emozione Pietro Dalmasso, l’allenatore dello Ski College, che afferma: «Semplicità, ecco la parola d’ordine di Pietro. Sereno, maturo, cerca sempre di gioire sciando. Una medaglia fantastica, ma attenzione, siamo solo all’inizio! Ci sarà da divertirsi credetemi…La medaglia e questi successi di Ciulù sono anche frutto di questo gruppo Giovani che alleno. Certo, il merito è suo, ma questo argento è frutto anche di un lavoro fatto da tutto il team».

INTERVIENE IL SENATORE SCHENAL – Interviene Andrea Schenal, il Senatore, il coach del Comitato Veneto: «Pietro Canzio è il frutto di un progetto costruito attorno all’atleta dove famiglia, club e Comitato, ognuno per le proprie competenze, ha recitato al meglio la propria parte. Poi il talento del ragazzo, unito ad una maturità e ad un equilibrio psico-fisico rari da trovare a questa età, hanno fatto la differenza. La dimostrazione che se si fanno le cose ‘normali’ dettate dal buon senso e in sinergia tra le varie componenti i risultati arrivano!».

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