Vail 2015, Ted Ligety re del gigante. Nani sesto

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Il campione del mondo è ancora lui. Ted Ligety ha pennellato come solo lui sa fare e ha conquistato la medaglia d’oro nel gigante dei Campionati del Mondo di Vail-Beaver Creek. L’americano è tornato protagonista sulle nevi della Birds of Prey che ha domato quattro volte negli ultimi quattro anni nei giganti di Coppa del Mondo. Ligety ha dominato, con una sciata fluida, scorrevole e una velocità che via via è aumentata. Ha saputo sfruttare bene qualche metro in più tra una porta e l’altra per compiere il capolavoro. Ha vinto in 2.34.16 il suo terzo Mondiale di fila, uno strapotere, nonostante l’intervento alla mano di inizio inverno. Tutti gli avversari si sono dovuti inchinare al ‘re del gigante’. Prima il francese Alexis Pinturault, salito poi sul terzo gradino del podio, a 88 centesimi, poi il tedesco Felix Neureuther, fuori dal podio, a 1”10 dall’oro e ancora l’azzurro Roberto Nani che non è riuscito a ripetersi dopo la bella prima manche ed è scivolato in sesta posizione a 1”41. «Forse ho sciato troppo preciso, non saprei dire, mi sentivo bene, ci ho provato». E Marcel Hirscher? Questa volta anche l’austriaco ha dovuto cedere alla superiorità dell’americano e dopo i due ori in combinata e nel team event si deve ‘accontentare’ della medaglia d’argento, staccato di 45 centesimi.

ITALIANI – Bravo Florian Eisath, all’esordio in una gara iridata, ha sciato bene nella seconda manche e inflitto ben 1”48 al canadese Philp, leader in quel momento, chiudendo in 2.35.93 e recuperando fino all’ottava posizione finale. «Non mi sembrava di aver sciato così bene, non ero convinto delle curve che avevo tirato e mi sono detto ‘facciamo vedere qualcosa di buono nella parte finale’, ho tirato ed è andata bene, sono contento, sono riuscito a ‘staccare’ la testa e fare la mia gara» ha detto Florian Eisath. Non è riuscito il recupero a Davide Simoncelli che dopo una buona partenza ha perso centesimi preziosi sul muro centrale e nella parte conclusiva, terminando il suo settimo mondiale al diciassettesimo posto. «Il podio di oggi conferma chi sono i migliori interpreti della disciplina – ha detto al traguardo -. Sono partito bene, poi ho pagato nel finale. Ci ho provato, torno a casa senza rimpianti». È partito meglio Giovanni Borsotti, poi porta dopo porta ha accusato nuovamente ritardo. Ha concluso al ventiquattresimo posto a 4”19 dal campione del mondo. «La prima manche ero brusco, la seconda pure – ha detto Borsotti -. Ho forzato perché volevo recuperare ma non è andata bene».

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