Via Rosmini, Torino, a pochi metri dalla redazione centrale de La Stampa. Svolti l’angolo, trovi l’insegna Isokinetic, un posto apparentemente nascosto. Entri e si apre un mondo immenso, fatto di medici, professionisti, attrezzature e tecnologie. Un centro riabilitativo all’avanguardia, dove si curano persone normali e tanti sportivi, anche di alto, altissimo livello. Siamo stati nella sede torinese a testare in anteprima la Green Room, assoluta innovazione per lo studio e la correzione del movimento sportivo. Prima di addentrarci nelle spiegazioni e nelle considerazioni bisogna innanzitutto scoprire questa stanza verde, progettata dal Gruppo Medico Isokinetic tenendo conto dell’esperienza dei principali scienziati mondiali di analisi del movimento.

Il dottore Fabrizio Tencone

LA GREEN ROOM – Apparentemente parliamo di una palestra pavimentata con un luccicante tappeto di erba sintetica.  Passeggi e ti sembra di essere all’aria aperta. Invece sei all’interno di quattro mura altamente tecnologiche. Appena varchi la porta ti trovi uno spettacolare videowall e ti chiedi subito a che cosa servirà. È essenzialmente lo specchio dei tuoi movimenti, una ‘lavagna’ dove vengono condivisi e illustrati dati e immagini video. A pochi passi, in mezzo al tappeto erboso, spunta una pedana che rileva tutti movimenti, con tre telecamere ad alta velocità per un feedback visivo: una frontale e due laterali. Tutto questo è necessario per svolgere il MAT (Movement Analysis Test), test neuromotorio in 2D che permette di valutare l’atleta frontalmente e lateralmente durante l’esecuzione di 6 movimenti sport-specifici. Vengono analizzati squat monopodalico, drop jump, scivolamento laterale, decelerazione, single leg hop e cambio di direzione. Spiegazioni, confronto, prove, poi il test: ogni esercizio viene ripetuto tre volte. Poi feedback immediati, visione delle immagini a rallentatore, con una freccia molto chiara che permette di percepire il tuo movimento. Al termine della valutazione viene fornito un risultato, ma anche una serie di indicazioni utili a correggere i movimenti posturalmente pericolosi. L’esecuzione di specifici esercizi di correzione degli atteggiamenti ‘a rischio’ permette all’atleta di cambiare il proprio comportamento motorio e di misurare i miglioramenti grazie all’esecuzione di un secondo MAT.

FORTE CORRELAZIONE CON LO SCI – Cosa si percepisce dalle immagini è davvero unico. Si capisce alla perfezione ogni singolo movimento, quello corretto, quello errato e pericoloso oppure ancora quello superfluo. È da lì che i medici della struttura sanitaria studiano accuratamente rischi di infortunio e propongono lavori correttivi. Diventa interessante vedere alcuni passaggi. Analizzando i fotogrammi è molto facile ritrovare alcune posizioni ‘classiche’ ormai radicate nel corpo di uno sciatore. Una persona che sugli sci è particolarmente chiusa con le spalle oppure con l’anca troppo vicina alla neve, si rivede con questo imprinting anche sul videowall. Un atleta di buon livello che entra molto con le spalle, ha una stabilità del tronco non ottimale. Una correzione dell’allenatore sugli sci può essere paragonata alle osservazioni fatte durante la sessione in Green Room. Ovviamente da una parte si parla di gesto tecnico, dall’altra di indicazioni sanitarie, ma il movimento che viene individuato e corretto, bene o male è quello.

IL PROGETTO – Gli studi scientifici più recenti che hanno analizzato gli atleti operati al legamento crociato anteriore hanno dimostrato che una percentuale molto alta di sportivi si infortuna nuovamente al ginocchio (ri-lesione del legamento crociato anteriore). Si dice che dal 10 al 22% degli atleti operati al ginocchio (di ricostruzione del LCA) si rompe nuovamente nello stesso punto o nell’arto opposto. Molte sono le possibili cause di tali risultati, tra queste la scienza moderna ha dimostrato che un ruolo importante è giocato dalle cosiddette disfunzioni biomeccaniche. Sono essenzialmente quattro i principali pattern motori che sono stati associati alle lesioni sopra citate, in particolare quelle legate al crociato anteriore. Sono il cedimento interno del ginocchio, la capacità di assorbire un salto, la capacità di atterrare in modo simmetrico da un salto e la capacità del bacino e del tronco di controllare i movimenti.

I GIOVANI ATLETI – La notizia ancora più preoccupante è quella che riguarda i giovani atleti (meno di 19 anni). Recentissimi studi scientifici hanno dimostrato che una percentuale altissima si infortuna nuovamente al ginocchio. Si parla di percentuali molto alte, dal 21% al 35% addirittura. Nello sci alpino le informazioni non si discostano rispetto alla popolazione sportiva in generale. Un recente studio riguardante l’elite della squadra nazionale francese ha analizzato 477 atleti dal 1980 al 2013. Il 31% degli atleti ha riportato la lesione del legamento crociato anteriore. Dopo l’operazione di ricostruzione del legamento la percentuale di re-infortunio allo stesso ginocchio è stata del 22,2%, mentre quella all’altro arto è stata del 17%. Mentre nel calcio il rischio di infortunio al legamento crociato anteriore è 3-5 volte più frequente nelle donne, nello sci non sono state dimostrate differenze significative tra maschi e femmine.

L’ESPERIENZA DI SIMONI – Tra i primissimi atleti ad avere testato la Green Room presso il centro Isokinetic di Torino c’è Federico Simoni. Il valdostano è inserito nella squadra del Comitato ASIVA e questa estate ha partecipato al raduno degli Osservati. È un velocista e con lo slalom non va molto d’accordo. Anche lui si è sottoposto a questo test, concluso con un ottimo punteggio e la certezza di avere molti movimenti corretti. «È stata una bellissima esperienza, non mi aspettavo un test così tecnologico – ha detto -. Ora sono consapevole di come si muove il mio corpo, degli errori che devo correggere e di quelli che invece funzionano». Simoni, come detto, ama superG e discesa libera. L’alta velocità, curvoni lunghi, con le sue spalle che a volte cadono dentro, in gergo ciondolano di qua e di là. «È impressionante vedere i video, riesco a percepire le stesse cose – ha proseguito -. Infatti la mia valutazione nella stabilità del tronco è molto bassa».

CHI È ISOKINETIC – Isokinetic FIFA Medical Centre of Excellence è un gruppo medico di riferimento internazionale nel settore della riabilitazione ortopedica e sportiva. Il network è composto da centri privati presenti a Bologna, Milano Vivaio e Milano Navigli, Rimini, Roma, Torino e Verona, uno invece è a Londra. Il gruppo medico, che pone al centro della sua attività un intenso lavoro di ricerca e aggiornamento, segue oltre diecimila pazienti all’anno e si basa sul lavoro di squadra di oltre cento persone fra medici e rieducatori.

 

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