Un-due Norvegia sulla Gran Risa: Braathen vince, Kristoffersen è subito dietro. E Odermatt non scende dal podio

ALTA BADIA – Che spettacolo sulla Gran Risa, quante incertezze nella seconda manche. Esplode di festa il pubblico, trattiene il fiato a ogni parziale, poi applaude la doppietta norvegese. Nulla di sicuro nella manche decisiva, neppure il podio del “cannibale” Odermatt, che questa volta si deve accontentare del terzo posto. Ma c’è stato un attimo in cui l’ennesima vittoria non sembrava essere così lontana. Fino a quando Lucas Braathen ha regalato curve pazzesche, un tratto finale da urlo e si è infilato davanti a tutti per 10/100.

Lucas Braathen ©Agence Zoom

La sfida però prosegue, tocca a Henrik Kristoffersen, che lotta curva su curva, parziale su parziale, ma al traguardo la luce è rossa. La differenza? Due piccolissimi centesimi. Il freddo dell’Alta Badia, pur illuminata dal sole, viene dimenticato da tutti, sono le emozioni a riscaldare l’atmosfera. Il podio è racchiuso in dieci centesimi, Zan Kranjec prova a compiere il miracolo, d’altronde ha sette decimi di vantaggio nei confronti di chi fino a quel momento era in testa (Braathen). Potrebbero bastare, ma non giù per questa Gran Risa. E così perde porta dopo porta e finisce quinto. Braathen esplode di gioia, Kristoffersen lo abbraccia sul traguardo: è doppietta norvegese nel primo gigante dell’Alta Badia, dove si rivede anche Alexis Pinturault che non firmava una top 5 in gigante dal gennaio 2022, quando chiuse terzo ad Adelboden. 

Henrik Kristoffersen ©Agence Zoom

Non si può non parlare di Joan Verdu, andorrano di 27 anni, bronzo nel superG delle Olimpiadi giovanili di Innsbruck nel 2012, oggi al miglior risultato in carriera sulla Gran Risa, al termine di una splendida seconda manche che gli ha permesso di risalire ben 16 posizioni. 

Joan Verdu ©Agence Zoom

L’Italia non è certo nella posizioni in cui tutti si aspettano. Nella pista che ha spesso esaltato le qualità dei gigantisti azzurri, Filippo Della Vite è 17°, appena davanti a Luca De Aliprandini. Due storie diverse per loro: “Pippo” deve cercare costanza (lo ha riferito lui stesso al parterre) e sta ancora crescendo, “Finferlo” invece deve ritrovare se stesso: dopo due uscite, oggi non poteva permettersi di uscire. «Era importante arrivare» spiega senza troppi giri di parole. Parla di una situazione difficile questo piazzamento è un punto di ripartenza per risalire la classifica. Domani ci sarà un altro gigante. 

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