SuperG Gardena, il commento tecnico

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Partenza abbassata, neve umida e morbida, ma il superG della Val Gardena va regolarmente in scena. Grazie ai miracoli degli organizzatori, la Sasslong si presenta comunque in ottime condizioni. Il manto nevoso non è ghiacciato come in altre occasioni, ma le difficoltà non mancano. I primi a lasciare il segno in classifica sono Bode Miller e Kjetil Jansrud, rispettivamente scesi con il numero 8 e 5. L’atleta norvegese è sempre più maturo e non è da escludere un suo inserimento tra i pretendenti alla Coppa del Mondo assoluta nei prossimi anni. La scuola norvegese dà i suoi frutti e Jansrud è di fatto agevolato, potendo apprendere molto dal campione per eccellenza Aksel Lund Svindal, oggi ottimo quarto, subito alle sue spalle. Entrambe i norvegesi danno l’impressione di aver lavorato molto sulla prima parte di curva, sempre incollati al terreno e bravi a trovare gli appoggi molto presto. Bode Miller sembra molto più determinato e motivato rispetto alle ultime stagioni. Lo si vede anche dall’atteggiamento nel pre-gara, isolato, concentrato più che mai. La condotta di gara è quasi perfetta. Strepitoso al Ciaslat, regala qualche centesimo in un curvone del tratto finale, ma la capacità di creare velocità è sempre unica. Infine, per ultimo, ma ovviamente non per ordine d’importanza, il vincitore. Beat Feuz, ventiquattrenne svizzero, si trova in uno stato di grazia. È lui a smentire la convinzione che oggi in Val Gardena c’era poco da fare per i numeri alti. Sceso con il pettorale 26, asseconda al meglio i solchi presenti lungo il tracciato. Morbido, fluido e pertanto scorrevole. Ma non solo. Aggredisce anch’egli il Ciaslat interpretando al meglio le traiettorie del tratto più tecnico della pista e uscendone con ottima velocità, fondamentale da quel punto all’arrivo. Per Feuz si tratta del secondo successo e sesto podio in carriera, il tutto nell’arco di pochi mesi: impressionante!

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