Da piccolo giocava a calcio e voleva diventare il nuovo Ronaldinho, oggi è uno dei migliori sciatori al mondo. Ha unito lo sport più popolare del Brasile e la grande tradizione scandinava. Con una palla tra i piedi se la cava bene, giù per le più impegnative piste da sci al mondo, pennella come un maestro. Questione sempre di piedi, linee e traiettorie, intuizioni.
Lucas Pinheiro Braathen oggi però non è solo uno sciatore, è un personaggio, è al di sopra delle righe. Una boccata d’ossigeno per il mondo della neve. Arriva con il sorriso di sempre alla conferenza stampa organizzata alla vigilia del gigante di Sölden. E, ancora una volta, la location è diversa da quelle proposte tradizionalmente. Per il grande ritorno, dopo aver salutato la Norvegia e aver scelto il Brasile, aveva ospitato i media in una location suggestiva di Sölden, dove sorge lo 007 Elements, installazione cinematografica interattiva dedicata al mondo di James Bond.

Questa volta ha accesso i riflettori a Gurgl, distante da tutti, in un salone con grandi vetrate che danno sulle montagne già innevate, in un’altra località esclusiva. Nello stile del brasiliano, che cerca di restare uguale anche dopo una medaglia d’oro ai Giochi Olimpici. Che cambia la vita di uno sportivo. Ha scritto la storia, ha battuto Marco Odermatt, ha portato il Brasile nell’Olimpo degli sport invernali.
«È pazzesco poter girare per il Brasile e vedere che sempre più persone sanno che cos’è lo sci – dice – Per la prima volta ho condiviso le piste e la montagna con moltissimi brasiliani. È stata un’esperienza bellissima, anche perché sempre più connazionali si stanno avvicinando agli sport invernali: è emozionante vedere tutto questo».

Prima di addentrarsi nella nuova stagione e nella preparazione, ha fatto un passo indietro allo scorso inverno. «La mia vita può cambiare un po’, ma ci sono cose che restano sempre uguali – aggiunge – È stato un periodo piuttosto folle e avere qualcuno al proprio fianco ha fatto la differenza.
Ripensando agli ultimi mesi, credo che uno degli aspetti più sorprendenti sia stato l’affetto che ho ricevuto. Ho percepito tantissimo amore e sostegno: mi ha colpito vedere la felicità delle persone per quanto ho fatto e vissuto».
Pinheiro, che gira il mondo e sale sulla passerella della moda a Milano, ha inoltre spiegato di aver cambiato la sede per gli allenamenti estivi, preferendo il Sudamerica, a portata di mano e senza lo stravolgimento di orari. «Ci ha permesso di organizzare il lavoro in modo diverso e di essere più vicini ai luoghi in cui ci allenavamo – aggiunge – È stata una novità importante per la squadra. Dopo aver raggiunto un grande obiettivo, mi sono chiesto che cosa mi spingesse davvero a continuare: se fosse soltanto il desiderio di vincere un’altra medaglia o anche la voglia di capire perché faccio tutto questo ogni giorno. È stato un modo per ritrovare le motivazioni e continuare a crescere».

Le emozioni, si sono trasformate in energie per questa stagione e le ormai imminenti nuove sfide, prima di tutto con Marco Odermatt. Ma Pinheiro stuzzica la FIS e lancia una proposta sui calendari. «Adesso che c’è un campione olimpico brasiliano, perché non disputare gare in Sudamerica, dove la maggior parte delle squadre ci va per gli allenamenti? Non mette certo in discussione le località del Vecchio Continente che «sono fondamentali per il nostro sport», ma parla di una Coppa del Mondo che per lui «è più una Coppa Europa».
Cala la sera sulla Ötztal, ma resta l’entusiasmo dello sciatore che ha voglia di regalare tanti altri successi al suo Brasile, sempre con Atomic al suo fianco, fino al 2030. La partnership è stata rinnovata proprio alla vigilia del gigante di Sölden. «Il rapporto tra me e Atomic va oltre la semplice sponsorizzazione – racconta il brasiliano – Sono con Atomic dal 2019, mi hanno accompagnato in ogni fase della mia carriera e posso partecipare attivamente alla realizzazione della mia attrezzatura».





