Skicross, la nuova sfida di Rigatti Di Grazia

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Dallo sci alpino allo skicross è un attimo. Ecco Amelia Rigatti Di Grazia in una nuova veste.  E ci dice:  «La scelta di passare allo skicross è stata improvvisa e presa di pancia, senza pensarci molto. Ero in un momento di difficoltà nello sci alpino, così ho cominciato a fare skicross con lo sci club a metà febbraio di quest’anno per fare due salti, per staccare la testa e provare qualcosa di nuovo». Quattro salti e via subito con gli allenamenti insieme al comitato Trentino, perché Amelia sembra avere nelle corde proprio questa disciplina. Così ho cominciato ad allenarsi col comitato Trentino di skicross. Un pò per ritrovare entusiasmo certo, ma eccola subito far bene. «Avevo forse bisogno di una spinta mentale che non sentivo da un po’ nello sci alpino. Non credevo tuttavia di innamorarmi così in fretta di questa specialità. Ho deciso di intraprendere questa nuova strada con leggerezza ma determinazione a fare il meglio. Voglio vivere questa nuova avventura in serenità con la curiosità di vedere fin dove posso arrivare e quanto riuscirò a migliorare. Direi che gli obbiettivi che mi sono posta adesso, per la prossima stagione, sono di fare tanta esperienza e migliorare i punteggi». E in poche settimane Rigatti ha chiuso 14a e 11a in Coppa Europa. Quindi ottima 9a ai Mondiali Junior in Fassa un nono posto nella gara individuale. «Senza dimenticare il quarto posto nel Team Event assieme al mio compagno di squadra Jannes Debertol». Infine, dopo due podi nelle FIS di fine stagione, due medaglie tricolori: argento agli assoluti e oro ai Giovani.  Una stagione sicuramente positiva, che lancia Amelia dritta verso un futuro in azzurro.

Premiazione del Trentino
Continua la 2002 tesserata con lo Ski Team Cavalese: «Ci sono un po’ di differenze dal mondo dello sci alpino a quello dello skicross, differenze che sto imparando e notando piano piano. L’ambiente è sicuramente più piccolo, ci sono ancora pochi praticanti rispetto allo sci alpino. Questo penso che crei un ambiente più disteso e un clima di lavoro ottimale. Clima che, intendiamoci, ho ritrovato a volte anche nello sci alpino, ma non così facilmente.
Nello skicross ho scoperto una disciplina meravigliosa e spero che diventi sempre più conosciuta come lo sci alpino. Ringraziamenti? Ai miei allenatori Alessandro Manfrin ed Edoardo Piccoli del club e al mio sponsor della Dorigoni garage Cupra a Trento che mi segue e mi aiuta nel corso della stagione».

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