Shiffrin, pandemonio a Squaw Valley: trionfo gigante e mani sulla Coppa. Super Brignone, seconda in rimonta a sette centesimi

Ha rischiato, ma anche un pizzico di fortuna in questo momento sembra ruotare attorno al talento immenso di Mikaela Shiffrin. Pandemonio totale al parterre di Squaw Valley per la vittoria numero 30 in Coppa del Mondo dell’americana (22 anni lunedì, eguagliata Janica Kostelic), che timbra il primo gigante disputato in Coppa sulla Red Dog 48 anni dopo l’ultimo, mette un’ipoteca decisiva sulla sfera di cristallo generale e riapre anche la corsa per la Coppa di gigante, portandosi a 80 punti da Worley, oggi terza, a una gara dal termine. In mezzo tra le duellanti ecco Federica Brignone, straordinaria seconda su una pista ormai rovinata, in rimonta nella seconda manche in cui è stata l’unica tra le migliori a staccare un tempo parziale basso e in prepotente ascesa negli ultimi due mesi, tanto da far rimpiangere la prima parte di stagione priva di grandi di risultati. Ancora quattro italiane nelle dieci della classifica finale e i numeri sono sempre da aggiornare: 4 vittorie, 20 podi (record 1996-’97 eguagliato, otto su otto in gigante, il primato nella disciplina è dieci, stabilito nel 2007-2008) e 66 piazzamenti top 10 per il team guidato da Matteo Guadagnini. E considerato anche i maschi, sono 35 i podi raggiunti dall’Italia in stagione, a -3 dal primato dell’annata 1996-’97 (sempre la stessa…), quando mancano nove gare alla fine. Dulcis in fundo: Italia femminile prima nella classifica per Nazioni con 935 punti di vantaggio di Austria. Arriverà ad Aspen il primo storico trionfo in questa graduatoria?

Federica Brignone, Mikaela Shiffrin e Tessa Worley, rispettivamente seconda, prima e terza in gigante a Squaw Valley 2017 (@Zoom agence)
Federica Brignone, Mikaela Shiffrin e Tessa Worley, rispettivamente seconda, prima e terza in gigante a Squaw Valley 2017 (@Zoom agence)

SQUAW VALLEY – In California lo spettacolo, anche prima e dopo la gara, non manca, con tanta buona musica e un ambiente caldo (in tutti i sensi), coinvolgente, elettrizzante. Peccato solo per le temperature un po’ troppo alte perché con neve dura forse avremmo assistito a una gara ancora più bella, ma in ogni caso gli organizzatori sono stati bravissimi a ottenere il massimo in queste condizioni, in fondo il manto (trattato con il sale per entrambe le manche) ha tenuto discretamente fino all’ultima discesa. Fattore da non trascurare, la visibilità, piuttosto piatta in entrambe le manche. La pista si è dimostrata completa, con il piano iniziale, il brusco cambio di pendenza sul muro e i due dossi finali da lavorare bene, su media pendenza, fino al traguardo. Seconda manche più veloce, disegnata dal tecnico italiano Gianluca Rulfi. Mikaela Shiffrin ha davvero rischiato di mandare alle ortiche un vantaggio di un secondo sulla miglior Brignone della stagione in gigante (meglio anche di Kronplatz), ma si è salvata di un niente uscendo bene dall’ultima onda finale per poi imporsi in 2’16”42 (30esima vittoria in Coppa, decima stagionale, quarta in gigante, per il podio n°42). Il resto lo ha fatto soprattutto nella prima manche, dove ha sciato divinamente dalla prima all’ultima porta ipotecando il successo. Federica è stata l’unica tra le prime atlete a far segnare anche un ottimo tempo parziale, addirittura il secondo della run conclusiva (a 7 centesimi da Kappaurer, la maledizione del 7 verrebbe da dire oggi), nonostante il caldo e la pista rovinata soprattutto nel tratto finale. Il rammarico resta, perché si poteva vincere, ma è relativo solo alla prima manche. Con due-tre decimi in meno da Shiffrin, il successo sarebbe poi andato alla valdostana. Rimane, però, anche il suo ruolino di marcia straordinario dal 21 gennaio: undici gare disputate tra superG, gigante, discesa e combinata da Garmisch-Partenkirchen: 2 vittorie, 4 podi, 7 piazzamenti nelle dieci, sempre nelle prime venti, per un totale di 558 punti realizzati, sui suoi attuali 735, totali. Come sarebbe stata la sua stagione senza… la falsa partenza? In ogni caso il record di punti del 2016 (787) è molto vicino. Tornando alla gara, terzo posto per una Tessa Worley stranamente meno all’attacco e più passiva del solito, forse un po’ calcolatrice, anche se non è da lei. Settimo podio in otto giganti disputati quest’anno (con 3 vittorie), ma il vantaggio su Mikaela è scesa a 80 punti. Se malauguratamente dovesse piazzarsi 13esima ad Aspen con Shiffrin prima, la ‘coppetta’, virtualmente nelle sue mani dopo Kronplatz, andrebbe incredibilmente all’americana (a parità di punti), per numero di vittorie, in quel caso 4-3. E’ vero che la neo campionessa del mondo in carica non è mai andata oltre la sesta posizione quest’anno, quindi ha il destino nelle sue mani. Ma che rischio…

Brignone Worley

GRANDE ITALIA – Quarta Manuela Moelgg a 1”03, in rimonta di una posizione. La capitana della squadra azzurra (assieme a Nadia Fanchini, opinione nostra) nella seconda manche non ha perso granché sul piano e si è scatenata dal cambio di pendenza in giù. Peccato solo per i troppi centesimi accumulati nella parte iniziale della manche n.1. Per il resto, un’altra grande gara stagionale, che la proietta di nuovo tra le prime sette della start list, assieme a tre compagne di squadra, un record assoluto per l’Italia. Quinta la miglior Ana Drev dell’annata, a suo agio sui dossi della seconda parte, sesta Viktoria Rebensburg, cui questa volta non è riuscita la grande rimonta, settima una Sofia Goggia pasticciona, ma eroica dopo aver perso il bastoncino in un impatto tremendo con una porta blu. Il pubblico è impazzito per lei, che ora è terza nella classifica generale, dopo aver scavalcato Lara Gut cui, con un piazzamento tra le prime cinque nel gigante di Aspen, potrà togliere eventualmente anche il podio della classifica di specialità. Ottava una buona Brunner, nona Marta Bassino, l’unica azzurra che oggi può essere un po’ meno contenta (oltre a Elena Curtoni), per aver perso ben sei posizioni in una seconda manche in cui ha subito pendio e tracciato, senza mai trovare il ritmo. Decima Mowinckel, mai così costante nella specialità come quest’anno. Brava Kappaurer, sedicesima e in rimonta di dieci posizioni nella seconda run (con il miglior tempo parziale), al miglior risultato in gigante della carriera. Primi punti in Coppa del Mondo per Riis-Johannsen e Mikaela Tommy. Ventunesima Irene Curtoni, in rimonta di nove posizioni (brava, ma servono due manche a questo livello per tornare nelle dieci!), 26esima Elena Curtoni, purtroppo senza pass per le Finali in gigante a causa di… 5 punti di troppo accumulati da Meillard. Fuori Bernadette Schild, che sul cambio di pendenza iniziale aveva in mente… il tracciato della prima e non della seconda manche. Errore incredibile per lei. Goggia, Bassino, Brignone, Moelgg, Marsaglia e Irene Curtoni sono le italiane qualificate per le Finali in gigante, che si disputeranno ad Aspen domenica 19 marzo, giorno in cui calerà il sipario sulla Coppa del Mondo 2016-2017.

L'esultanza di Federica Brignone al parterre di Squaw Valley dopo la seconda manche (@Zoom agence)
L’esultanza di Federica Brignone al parterre di Squaw Valley dopo la seconda manche (@Zoom agence)

CALENDARIO E CLASSIFICHE – In graduatoria generale Shiffrin vola a quota 1.423 punti, 278 in più, a cinque gare dal termine (di cui due in slalom…) di Ilka Stuhec, oggi fuori. La prima Coppa del Mondo della sua carriera (non sarà l’ultima) è ormai in tasca. Terza è Sofia Goggia, che con i 36 punti odierni si porta a 1.053 e scavalca l’infortunata Lara Gut. Sale al sesto posto Federica Brignone a quota 735, quinta è Tessa Worley a 796. La francese guida la classifica di gigante con 640 punti, 80 più della Shifrrin, l’unica che può ancora insidiarla. Goggia, Bassino e anche Brignone, dietro la ticinese nell’ordine, possono ancora strappare il terzo posto a Lara Gut. Domani slalom, l’ottavo stagionale, con manche alle 19 e 22 italiane.

Parterre in festa per l'Italia femminile: 20 podi stagionali, record 1996-'97 eguagliato
Parterre in festa per l’Italia femminile: 20 podi stagionali, record 1996-’97 eguagliato

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