Shiffrin comanda dopo la prima manche del gigante di Lienz. Brignone e Goggia in lizza per il podio

Una prima manche complicata quella del gigante di Lienz: difficile da interpretare, vuoi per il tracciato, vuoi soprattutto per la neve, artificiale, trasformata e scivolosa. L’unica che non ha avuto grossi problemi è stata, tanto per cambiare, Mikaela Shiffrin, sempre pulita, precisa e con il massimo set-up con il materiale. Comanda a metà gara con 63 centesimi su Sara Hector, mentre Ragnhild Mowinckel è terza già a 1.03.

Il rammarico è tutto per Federica Brignone: la posizione è ancora da vista podio, ma il distacco è di 1.63. Si mette le mani sulla maschera al traguardo: era velocissima nella parte alta (tanto di far meglio di Shiffrin nel primo settore), poi va lunga di linea nel tratto centrale, pagando oltre un secondo. Ancor più rammarico per Marta Bassino: pettorale 1, deve aspettare un bel po’ prima di uscire dal cancelletto, causa gara interrotta per un’uscita (nelle reti) dell’ultima apripista, e poi al via scivola via dopo poche porte, toccando con lo scarpone con una pericolosa inclinazione su questa neve, senza tra l’altro avere riferimenti.

Se Mikaela Shiffrin ha messo una bella ipoteca sul successo, la lotta per il podio resta apertissima. Da Mowinckel terza a 1.03 sono in tredici in meno di un secondo, compresa Sofia Goggia che ha pagato un po’ solo nella parte finale. Dunque nell’ordine Gut-Behrami a 1.49, Robinson e Brignone a 1.63, Direz a 1.70, Grenier a 1.71, Holtmann a 1.73, Goggia a 1.76, Gasienica-Daniel a 1.77 e via via sino a Ljutic quindicesima a 1.99. Lontanissima Petra Vlhova che paga 2.23.

Le altre azzurre: qualificate Elisa Platino ventunesima a 2.63, Asja Zenere e Roberta Melesi (costretta nella parte finale a sciare con un solo bastoncino, perso per strada), ventitreesime con lo stesso tempo a 2.64 e Lara Della Mea trentesima a 3.15. Qualificata anche Lara Colturi con il ventiseiesimo tempo a 2.69.
Seconda manche alle 13.15.

 

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