Serra: «Cacciato e colpevolizzato su tutto. Ma ora non vedo miglioramenti»

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Un misto di delusione, di tristezza, di nostalgia. Alessandro Serra è appena atterrato a Torino dopo una lunga trasferta fra Asia e America con il gruppo di polacchi che allena dalla scorsa primavera. Non ci gira intorno Serra: ci tiene a manifestare il sui pensiero dopo il continuo momento no della squadra azzurra di gigante che la stagione passata allenava. Lo ha annunciato nella sua pagina facebook, ce lo ha riferito al termine della gara badiota. Eccolo Capitan Futuro: «Dopo tre giganti di Coppa del Mondo credo sia arrivato il momento di dire qualcosa. Sono stato volutamente zitto a fine stagione ma penso che sia ora di parlare…». Serra snocciola subito alcuni dati: «Nella stagione 2018-2019 dopo tre giganti avevamo fatto in totale 154 punti. Tre top ten consecutive (8° Tonetti a Beaver Creek, 8° Tonetti a Val d’isere, 7° De Aliprandini in Alta Badia). Quindi due migliori tempi di manche (Tonetti Val d’Isere, De Aliprandini in Alta Badia). Non avevano certo brillato forse come avremmo dovuto fare, ma peccato che a gennaio avevano già deciso di mandarmi via. Le colpe dei mancati podi erano solo e soltanto mie secondo la direzione sportiva». Serra è deluso, rammaricato. Continua: «In questa stagione dopo tre gare una sola top ten (De Aliprandini 8°), nessun migliore tempo di manche, punti totali 96. Ora non vedo miglioramenti, anzi. Ognuno faccia le due considerazioni…»

I RAGAZZI – Ancora il tecnico piemontese: «Mi dispiace per i ragazzi. Luca De Aliprandini ha il podio nelle corde e spero arrivi presto per Finferlo questa soddisfazione, ma oggi mi sembra poco sereno. Ogni anno viene stravolto lo staff tecnico. Non è colpa di Serra al 100%, come non può essere colpa di altri allenatori al 100%. Luca e anche Riccardo Tonetti ad esempio hanno bisogno di riferimenti, non di stravolgimenti. Avevano chiesto anche di farmi rimanere, ma non c’è stato verso. Sono stato scaricato frettolosamente, qualche piccolo risultato iniziava a vedersi». Conclude il Capitano: «Il mio tono non è polemico, vedo i fatti che non ci sono ed è giusto che posso avere il diritto di dire la mia, di intervenire sul peggioramento del gigante azzurro. Mi dispiace, si, la cosa mi spiace molto». 

 

 

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