Sciare e vincere con il sorriso: la ricetta di Ellis e Jamie-Lee Pellizzari

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Lo sci è tutto in Val Gardena, lo è per i bambini che fanno sport, lo è per gli adulti che lavorano nei vari settori legati al turismo e alla montagna. E se abiti in questo paradiso incontaminato, in mezzo alle Dolomiti, la prima cosa che fai quando ti svegli, è guardare il panorama, la seconda è mettere gli sci ai piedi. La lunga tradizione gardenese continua, anche e soprattutto grazie alla vicinanza delle piste e a tutto il sistema che gira intorno l’attività sportiva dei bambini. Le sorelle Jamie-Lee ed Ellis Pellizzari non sono diverse dagli altri coetanei e anche loro amano lo sci in tutte le sue sfaccettature. Sport che fa rima con piacere e divertimento e non solo con agonismo, pali e duro lavoro: concetti chiari in famiglia, dove non ci sono pressioni e dove la tradizione dello sci è portata avanti dalle due giovani. Lo spiega bene Raffaele, il papà di Jamie-Lee ed Ellis che in passato ha fatto hockey su ghiaccio: «Lo sport è come una scuola di vita, dove impari a essere autonomo, a vivere e a rispettare le regole – racconta -. E quindi dev’essere anche e soprattutto un divertimento, se manca quello, gli stessi risultati vengono meno».

E così le due ragazze hanno il sorriso sul volto, come la tradizione vuole per gli sciatori dell’Alto Adige, una regione dove il vecchio stampo di sci club (con programmi annessi) è rimasto quasi immutato rispetto al passato. L’avvicinamento è stato quello classico e tradizionale, nonché quello così tanto curioso della Val Gardena. Sì, perché fino al secondo anno Cuccioli, lo sci club locale non esiste per nessuno: i bambini iniziano all’asilo con i corsi organizzati una volta la settimana, poi alle scuole elementari si prosegue con i corsi FISI e solo in seguito, dopo una selezione tecnica, puoi eventualmente accedere al Gardena. Una storia curiosa, diversa dal resto d’Italia, eppure i risultati arrivano sia a livello individuale, sia a livello di squadra. E se vogliamo ci aggiungiamo anche di squadra nazionale… Anche Jamie-Lee ed Ellis sono passate da questa trafila e oggi sono entrambe al Gardena con il sorriso di chi ama questo sport e con la voglia di crescere, emergere e sognare. A partire dalla più grande, Jamie-Lee, 17 anni e oggi ferma per infortunio. Nel mese di ottobre è caduta in Val Senales e si è rotta il legamento crociato anteriore del ginocchio; doccia fredda, delusione, rabbia e intervento chirurgico a Innsbruck. Addio momentaneo ai suoi sogni, ma non al suo sorriso e alla sua tenacia per tornare ancora più competitiva.

«È un nuovo modo di affrontare le cose – racconta -, all’inizio ci sono rimasta veramente male, ma poi ho capito che sono problemi che nel nostro sport capitano spesso e quindi ho accettato questa situazione. Certo, stare sul divano non è facile, però mi è venuta ancora più voglia di ricominciare, non vedo l’ora di tornare a fare curve». Sei mesi di stop anche per lei, come tanti suoi colleghi e tante sue colleghe che in questo sport tribolano per infortuni più o meno gravi. Intanto continua a sognare, guardando anche ai talenti vicino a casa, a Nicol Delago che ha esordito ai Giochi Olimpici, oppure a Nadia Delago, Vivien Insam e Teresa Runggaldier che stanno crescendo in azzurro. «Arrivare in Coppa del Mondo è il sogno di tutte le sciatrici – aggiunge -, a volte mi sono anche allenata con loro e averle qui mi danno ancora più stimolo per crederci». Vola invece Ellis, la sorella minore che ha 14 anni e che sta viaggiando a suon di successi. Ha iniziato nel miglior modo la stagione al Memorial Fosson di Pila, ma anche nelle gare altoatesine non sta andando piano. Vittorie e podi ovunque, in uno sport che ama. «Sta andando bene, ma soprattutto mi diverto con i miei amici e con il bel gruppo del club – racconta -. Cosa ruberei a mia sorella? La sua tranquillità prima di una gara».

Ora arrivano i grandi appuntamenti stagionali, dall’Alpe Cimbra Cup al Trofeo Pinocchio, passando poi per i Campionati Italiani Children. «Inutile dirlo, saranno le più importanti, anche perché sono all’anno vecchio e mi gioco parecchie medaglie». Lo dice con tranquillità, perché conosce il suo valore e perché vuole puntare al massimo. Per ora pensa ai prossimi immediati obiettivi e non alla squadra nazionale o ad altri sogni: «perché sono ancora giovane ed è davvero presto». Intanto le due sorelle Pellizzari vivono di sci dalla mattina alla sera, grazie agli istituti scolastici che permettono tutto questo. La più grande infatti studia a Ortisei, al liceo sportivo che in inverno interrompe le lezioni e le riprende quando la neve è sciolta. E lei che è infortunata? «Vado in piscina o lavoro atleticamente – prosegue -. Tutto il resto della classe è comunque in pista e quindi è tutto sospeso a prescindere». Non male aggiungiamo noi, questa è la vera gestione scuola-sport, non quelle programmazioni ibride (non parliamo di College) che a volte si tentano in alcune città con alcune scuole pubbliche.

Ellis invece è ancora alle medie, frequenta ora la terza ed è ovviamente ancora a Selva. Si sta guardando intorno, ma non ha dubbi: «Sceglierò anche io un liceo sportivo, non sono ancora dove però, vedremo». Intanto si godono lo sport, lo sci e la loro vallata, se poi tutti questi fattori sono conditi con risultati di rilievo, allora è ancora meglio. E il sorriso è ancora più grande.

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