Gli eventi, di qualunque genere, lasciano un’impronta sul territorio. Portano indotto, notorietà, ma richiedono anche attenzione sotto l’aspetto delle emissioni. La Fis, nei suoi programmi, punta molto su questo aspetto e anche i comitati organizzatori sempre più spesso pongono attenzioni particolari e stilano protocolli.
«La sostenibilità è uno sforzo comune: non ci sono dubbi al riguardo – racconta il presidente della FIS Alexander Ospelt – È un impegno che fa davvero la differenza solo se portato avanti collettivamente, da tutti, ed è per questo che dovremmo essere orgogliosi di questa serata».
La Fis, per rimarcare la sua linea, ha organizzato un incontro a Ginevra, all’interno del quale sono anche stati premiati i comitati organizzatori e gli atleti più attenti agli aspetti ambientali.
La commissione formata da cinque membri, tra i quali anche Verena Stuffer in qualità di rappresentante degli atleti del consiglio Fis, ha premiato il comitato organizzatore della Val Gardena.
Nei settori monitorati, l’impronta complessiva dei gas serra calcolata è scesa rispetto all’anno precedente da 313 a 246 tonnellate di CO₂ equivalente al 21,4% e quelle pro spettatore del 39,1%, un bel risultato per Saslong Classic che ha ricevuto dal segretario generale della FIS Urs Lehmann la medaglia come miglior comitato organizzatore locale. Ha superato altre due località finaliste: Crans Montana, futura sede dei Mondiali e Ljubno, località slovena che ospita il salto con gli sci.
«Il fatto che i cinque premi assegnati oggi siano andati a cinque paesi diversi rafforza la mia convinzione: siamo sulla strada giusta – spiega Susanna Sieff, Direttrice per la sostenibilità della FIS – Ridurre l’impronta di carbonio degli sport invernali richiede impegno, e questi premi riconoscono chi lo fa con costanza: misurando le emissioni, trovando modi per ridurle e portando a termine il proprio impegno».
Il Saslong Classic Club utilizza il calcolatore di CO₂ della FIS da due anni. Prima, durante e dopo le gare, il comitato organizzatore ha raccolto dati dai propri settori e dalle fatture dei fornitori di servizi. L’analisi dei dati dovrà ora evidenziare quali decisioni incidono maggiormente sul bilancio delle emissioni.
«I dati forniti dal calcolatore di CO₂ ci aiutano a intervenire laddove possiamo realmente fare la differenza. Ora, ad esempio, possiamo quantificare nel bilancio l’impiego di navette elettriche e di diesel HVO. Allo stesso tempo, vediamo dove mancano ancora dati e su quali aspetti dobbiamo continuare a lavorare», sottolinea il Saslong Classic Club.





