Sara Hector: «Il top della forma è ancora lontano. Ma ora ho tempo…»

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E’ rientrata in gara a gennaio, un anno e un mese dopo l’infortunio di Åre, datato 12 dicembre 2015, quando si fece male anche Mikaela Shiffrin. Da allora, sempre con dolori causati dai problemi alla cartilagine del ginocchio operato, ha disputato 4 giganti e 3 slalom in Coppa del Mondo, ottenendo anche risultati più che buoni tenuto conto del lungo stop: sesta tra le porte larghe a Kronplatz, decima alle Finali di Aspen, nona ai Mondiali di St. Moritz; 22esima in slalom a Squaw Valley con pettorale 44. Ma è opinione comune che la vera Sara Hector, quella capace di ottenere due podi con una vittoria nel circuito maggiore e stupire anche tra i rapid gates (9a a Zagabria 2015 con pettorale 61!), si (ri)vedrà solamente per l’annata olimpica, 2017-2018. Abbiamo rivolto qualche domanda proprio alla 24enne svedese di Sandviken (contea di Gävleborg), possibile grande avversaria delle gigantiste azzurre nella prossima stagione a patto di recuperare in pieno la forma.

Sara, come sta adesso?

«Ho passato tempi migliori… Ma ora mi aspettano tanti mesi, tra primavera ed estate, per sistemare tutto quello che non ha funzionato come avrei voluto anche dopo il ritorno in gara. E non vedo l’ora di essere di nuovo al massimo della forma».

Com’è stato rientrare solo a metà stagione?

«E’ dura guardare in televisione le altre colleghe, da Sölden in avanti, soprattutto sapendo che avevo ancora parecchio dolore al ginocchio e che il ritorno per me sarebbe stato lontano. Ma è stato anche difficile rientrare nei ritmi normali di allenamento e riassaporare le gare… dopo aver perso tante posizioni nel ranking».

Quali sono i suoi piani per i prossimi mesi?

«Solo uno: restare a casa e riprendere in pieno tutta la routine d’allenamento per andare più veloce possibile nella prossima stagione, quindi lavorare duramente. L’obiettivo è sempre lo stesso: rendere la mia sciata in gigante la migliore possibile. Ma anche divertirsi e godersi comunque la vita in Svezia».

Cosa cambierebbe all’interno del circuito di Coppa del Mondo, se cambierebbe qualcosa?

«Aggiungerei una classifica di specialità per i city event, ma anche con l’inserimento del gigante parallelo, non solo slalom»

Quale aspetto dell’Italia le piace di più?

«Cibo, ovviamente, il clima e direi anche la Natura, che è davvero splendida nel vostro Paese».

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