Roda: «A Cortina bravi gli uomini, maggiori aspettative dal settore femminile»

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Il presidente Flavio Roda traccia un bilancio dopo i Mondiali di Cortina. Positivo per metà: promossa una squadra maschile che in stagione ha fatto fatica e che è tornata a brillare nelle due settimane iridate, sottotono una squadra femminile dalla quale tutti si aspettavano molto di più. «Molto positivo il cammino degli uomini: sono stati competitivi, anche se la discesa maschile rimane un po’ qua, modificata in questo modo ci ha un po’ penalizzati – racconta Roda -. Fa piacere la medaglia di Luca De Aliprandini, questo risultato potrebbe dargli la svolta; ci dispiace invece non essere riusciti a raccogliere nulla nello slalom maschile: Vinatzer è un talento e lo sappiamo». 

E le donne?
«Ci si aspettava di più, dispiace perché siamo arrivati a Cortina con certe prospettive e non siamo riusciti a raccogliere quanto fatto in precedenza. Il Mondiale in Italia avrebbe avuto ancora più valore. Questo è lo sport, bisogna essere ancora più attenti ai grandi eventi». 

In che senso?
«Se partiamo bene, continuiamo ad andare bene, quando partiamo male continuiamo a fare fatica, non siamo capaci a dare uno svolta netta. Ci aspettavamo di più, anche se non siamo distantissimi e l’importante è essere protagonisti e non delle comparse». 

Le tensioni nella squadra femminile?
«Tante volte troppe parole non servono, bisognerebbe stare concentrati sull’evento, la pressione è tantissima quando corri in casa: serve più attenzione e gli atleti dovrebbero chiudersi e isolarsi di più, togliendo tutto il contorno». 

Cosa pensa del gigante femminile?
«La Bassino aveva vinto la medaglia d’oro poco prima e può esserci stato un rilassamento, Federica stava facendo una buona gara, non si può condannare l’uscita, succede anche ai migliori al mondo (Pinturault per esempio, ndr). Certo ci si aspettava di più visto quando fatto durante l’inverno. Le tre ragazze (Bassino, Brignone e Goggia, ndr) possono vincere dappertutto tranne in slalom. Ora bisogna cancellare di netto e non ripetere i errori. Il prossimo anno abbiamo le Olimpiadi e non dovremo arrivate con queste tensione e il modo di approccio, a costo di separare ogni singolo atleta». 

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